ROMA: OMAGGIO ALLA BEAT GENERATION
La Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma presenta la mostra fotografica e documentaria “Beat Generation. Ginsberg, Corso, Ferlinghetti. Viaggio in Italia”, a cura di Enzo Eric Toccaceli, che ripercorre le tappe di un movimento che ha fatto storia. Esposte, fino al 2 aprile, circa 200 fotografie in bianco e nero realizzate dallo stesso curatore, tutte inedite e tutte acquisite dalla Galleria Nazionale. Le fotografie, corredate da un apparato di circa 600 documenti (prime edizioni, vinili, manifesti, inviti, locandine, ritagli stampa), descrivono gli ultimi viaggi in Italia di tre dei più importanti esponenti della Beat Generation, che si recarono in Italia diverse volte in occasione di incontri e performance: Allen Ginsberg,Gregory Corso e Lawrence Ferlinghetti, il più longevo dei tre artisti, ormai quasi centenario. In un arco di tempo che prende avvio dalla fine degli anni Settanta per concludersi negli anni più recenti, Enzo Eric Toccaceli ha seguito e fotografato Ginsberg, Corso e Ferlinghetti in tutte le loro peregrinazioni nelle grandi città e capitali dell’arte: da Milano a Venezia, Roma, Firenze, per giungere fino allo Stretto di Messina. Attraverso le fotografie, ma anche attraverso i documenti, i manifesti, gli articoli e varie rarità e curiosità, l’autore descrive in una sorta di moderno grand tour il viaggio in Italia dei tre poeti, in un appassionante racconto tra arte, cronaca e storia. L’inaugurazione della mostra, oggi dalle 18, sarà preceduta da una conversazione in cui Mita Medici, Maria Anita Stefanelli e Carlo Massarini. (PO / red)
ROMA: LA GRANDE GUERRA E I CARABINIERI
A Roma, al Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri, nel quadro delle commemorazioni del centenario della Prima Guerra Mondiale, si tiene fino al 25 marzo la mostra “La Grande Guerra dei Carabinieri”. Attraverso un percorso guidato di pannelli illustrativi ricchi di immagini d’epoca e un’esposizione di cimeli e documenti originali, si racconta il contributo fornito dai Carabinieri allo sforzo bellico del Paese nel corso della Grande Guerra. Suddivisi in sezioni tematiche, i pannelli spaziano dall’impegno dell’Arma nei mesi precedenti il conflitto, quando i Carabinieri si trovarono a fronteggiare le manifestazioni di piazza pro e contro l’intervento, al loro impiego come forza combattente di prima linea, dai servizi di intelligence e dai compiti di polizia militare svolti nelle zone di operazioni all’impegno sul così detto fronte interno, che richiese l’istituzione dei Carabinieri Ausiliari, dalla partecipazione ai corpi di spedizioni italiani su tutti i fronti esteri, in Francia, Albania, Grecia, Macedonia, Russia e Palestina, ai Carabinieri aviatori volontari nel Corpo Aeronautico dell’Esercito. L’iniziativa, realizzata con il supporto dello Stato Maggiore della Difesa, rientra nel Programma ufficiale delle commemorazioni del Centenario della prima Guerra mondiale a cura della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Struttura di Missione per gli Anniversari di interesse nazionale. (red)
ROMA: IL MAR NERO DI MASSIMO RUIU
Il mare è da sempre uno dei temi preferiti della ricerca di Massimo Ruiu, confine geografico delle passioni, ventre di viaggi e culla di storie, che accompagna il lavoro dell’artista come un’ossessione. E si tinge di toni scuri, come succede dopo un tramonto infuocato, fino a diventare un luogo inquieto di sogno o una visione di memoria tradita, nella mostra “Mar Nero” che presenta alla Casa Vuota, a Roma, fino al 31 marzo. Ruiu, nel chiuso di un appartamento temporaneamente disabitato, si rivolge allo spettatore invitandolo a guardare nel doppiofondo nero del mare, a sintonizzarsi sulle onde di frequenza ormai perdute che un vecchio apparecchio radiofonico può ancora catturare, ad ascoltare le storie di chi nella traversata del mare si è perduto, cogliendone gli echi affidati alle parole mute dei pesci. (red)
MILANO: UN MIGRANTE PER LA PIETA’ DI MICHELANGELO
Una replica della Pietà vaticana di Michelangelo, ma privata del Cristo. Un’immagine in grande formato della stessa scultura, ma con un ragazzo di colore al posto del Cristo. E’ una delle opere di Fabio Viale presenti nella sua mostra “Lucky Ehi”, fino al 30 marzo nella nuova sede della Galleria Poggiali a Milano. L’esposizione è realizzata con la collaborazione del CAS (Centro accoglienza straordinaria) di Torino. Conosciuto per le sue sculture in marmo e le sue performance, nel rispetto dell’identità del nuovo spazio di Foro Buonaparte, Fabio Viale ha scelto di presentare un allestimento composto da tre sole opere: oltre alla replica in marmo della Pietà vaticana di Michelangelo, un manifesto di grandi dimensioni – ritratto di Lucky Ehi, ragazzo nigeriano disteso su quella stessa replica al posto del Cristo – ed una registrazione-audio – racconto in prima persona della vita travagliata dello stesso Lucky, giovane di fede cristiana costretto a fuggire dalla Nigeria per persecuzione religiosa. (red)
MILANO: UN PRATO D’ARTISTA
Per la terza edizione de La Statale Arte, l’Università di Milano, in collaborazione con la galleria Lorenzelli Arte, ospita fino al 19 marzo la mostra “Un prato in quattro tempi”, un work in progress lungo due stagioni che Paolo Icaro ha progettato per il campo del Cortile della Ca’ Granda e che prevede il coinvolgimento attivo degli studenti dell’ateneo. Pietro Paolo Chissotti, (detto Icaro, dal 1958, quando il suo maestro, lo scultore Umberto Mastroianni, per distinguerlo da due fratelli scultori omonimi attivi nella stessa Torino (dove Icaro nasce nel ’36) gli suggerì di cambiare il nome), per questo nuovo lavoro pensa di scolpire la terra: una terra che verrà rispettata, osservata nei suoi ritmi, piegata solo in ultimo per un disegno finale.Il titolo pone l’accento sull’unità della materia che l’artista modifica, facendole acquisire nuovi valori semantici – un prato – e sui quattro tempi dell’intervento trasformativo, quattro fasi in cui la natura compie un ciclo autonomo di crescita: il dissodamento, la rastrellatura, la semina e i tagli. Un ciclo di progressiva purificazione del suolo – dagli infestanti, dall’intervento umano – che culminerà, alla fine, con un segno di Icaro: una geometria, una spirale quadra, già proposta dall’artista in Etcoetera (Square Spirals) del 1978, una forma continua, di tradizione classica e mediterranea, che diventa misura di uno spazio concreto. (red)
GORIZIA: LA RIVOLUZIONE RUSSA NELLE ARTI
Dal 1898, l’anno di fondazione del gruppo Mir iskusstva (Il mondo dell’arte) e della rivista fondata e diretta da Djagilev, sino al 1922, la data di costituzione dell’Unione Sovietica. La mostra “La Rivoluzione russa. Da Djagilev all’Astrattismo (1898-1922)”, fino al 25 marzo a Gorizia, a Palazzo Attems Petzenstein, presenta – in occasione del centenario della Rivoluzione d’ottobre russa – la contemporanea “esplosione” che riguardò la cultura e le arti: dal teatro (Cechov, Mejerchol’d, Stanislavskij) alla musica (Musorskij, Skrjabin, Stravinskij…), dal balletto (Djagilev) alla fotografia (Rodcenko), alle arti figurative, dove, tra molti altri, basterà ricordare alcuni nomi: Benois, Bakst, Kandinskij, Malevic, Koncalovskij, Larionov, Tatlin, Goncarova, Stepanova, Ekster. Una sofisticata multimedialità completa l’esposizione – a cura del Centro Studi sulle Arti della Russia (CSAR) dell’Università Ca’ Foscari – di una sequenza spettacolare di oltre cento opere concesse dalla Galleria Tret’jakov, dal Museo delle arti decorative e applicate e dal Museo di Storia contemporanea della Russia di Mosca e dal Fondo Alberto Sandretti presso la Fondazione Feltrinelli di Milano. (red)
MATERA: INSTALLAZIONE SULLE DONNE YAZIDE
La collezione permanente del Musma di Matera si arricchisce di una nuova installazione. Nell’ipogeo di Palazzo Pomarici, Agnese Purgatorio, artista italiana che vive tra Belgrado e Beirut, presenta “Cerebrale”, una video-scultura-installazione realizzata in occasione di una mostra collettiva tenutasi nell’inverno 2017 nel Parco archeologico di Siponto (Foggia). Presentata per la prima volta in una collocazione permanente, l’opera è da considerarsi come una sintesi della ricerca dell’artista che, nel tempo, ha sperimentato fotografia, collage, performance, installazioni, scultura, scrittura e suono per rielaborare la propria osservazione del mondo. Cerebrale trae ispirazione dalle vicende di una piccola, antica comunità: gli Yazidi. Una sequenza di voci di donne yazide che raccontano la fuga dai territori occupati arriva allo spettatore attraverso il piccolo megafono di una bambina che, in un altro continente, replica una sorta di rito arcaico girando intorno ad un albero di ulivo secolare. Un cervello bianco su una geometria filosofale grigia, resina su marmo, completa un’opera che nasce da un’emozione e si alimenta di magia e mistero, nel tentativo poetico di metabolizzare i traumi della storia. (2 mar – PO / red)