Roma, 2 apr – “Solo la fraternità può garantire una pace duratura, può sconfiggere le povertà, può spegnere le tensioni e le guerre, può estirpare la corruzione e la criminalità”. Così Papa Francesco oggi al Regina Coeli auspicando che “l’angelo che ci dice ‘É risorto’ ci aiuti a vivere la fraternità e la novità del dialogo e della relazione e la preoccupazione per il bene comune”. Quello di oggi “è un giorno di festa e di convivialità vissuto di solito con la famiglia – continua Bergoglio -. È una giornata di famiglia. Dopo aver celebrato la Pasqua si avverte il bisogno di riunirsi ancora con i propri cari e con gli amici per fare festa. Perché la fraternità è il frutto della Pasqua di Cristo che, con la sua morte e risurrezione, ha sconfitto il peccato che separava l’uomo da Dio, l’uomo da sé stesso, l’uomo dai suoi fratelli. Ma noi sappiamo che il peccato sempre separa, sempre fa inimicizie. Gesù ha abbattuto il muro di divisione tra gli uomini e ha ristabilito la pace, cominciando a tessere la rete di una nuova fraternità”. Ecco perché “è tanto importante in questo nostro tempo riscoprire la fraternità, così come era vissuta nelle prime comunità cristiane – dice il Pontefice -. Riscoprire come dare spazio a Gesù che mai separa, sempre unisce. Non ci può essere una vera comunione e un impegno per il bene comune e la giustizia sociale senza la fraternità e la condivisione. Senza condivisione fraterna non si può realizzare una comunità ecclesiale o civile: esiste solo un insieme di individui mossi o raggruppati dai propri interessi. Ma la fraternità è una grazia che fa Gesù”. (SEGUE)
