“Solo la fraternità può garantire una pace duratura, può sconfiggere le povertà, può spegnere le tensioni e le guerre, può estirpare la corruzione e la criminalità”. Così Papa Francesco oggi al Regina Coeli auspicando che “l’angelo che ci dice ‘É risorto’ ci aiuti a vivere la fraternità e la novità del dialogo e della relazione e la preoccupazione per il bene comune”. Quello di oggi “è un giorno di festa e di convivialità vissuto di solito con la famiglia – continua Bergoglio -. È una giornata di famiglia. Dopo aver celebrato la Pasqua si avverte il bisogno di riunirsi ancora con i propri cari e con gli amici per fare festa. Perché la fraternità è il frutto della Pasqua di Cristo che, con la sua morte e risurrezione, ha sconfitto il peccato che separava l’uomo da Dio, l’uomo da sé stesso, l’uomo dai suoi fratelli. Ma noi sappiamo che il peccato sempre separa, sempre fa inimicizie. Gesù ha abbattuto il muro di divisione tra gli uomini e ha ristabilito la pace, cominciando a tessere la rete di una nuova fraternità”. Ecco perché “è tanto importante in questo nostro tempo riscoprire la fraternità, così come era vissuta nelle prime comunità cristiane – dice il Pontefice -. Riscoprire come dare spazio a Gesù che mai separa, sempre unisce. Non ci può essere una vera comunione e un impegno per il bene comune e la giustizia sociale senza la fraternità e la condivisione. Senza condivisione fraterna non si può realizzare una comunità ecclesiale o civile: esiste solo un insieme di individui mossi o raggruppati dai propri interessi. Ma la fraternità è una grazia che fa Gesù”.
AUTISMO, UNA “PREGHIERA SPECIALE” – “La Pasqua di Cristo ha fatto esplodere nel mondo un’altra cosa – sottolinea il Papa -: la novità del dialogo e della relazione, novità che per i cristiani è diventata una responsabilità. Infatti Gesù ha detto: ‘Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri’ (Gv 13,35). Ecco perché non possiamo rinchiuderci nel nostro privato, nel nostro gruppo, ma siamo chiamati a occuparci del bene comune, a prenderci cura dei fratelli, specialmente quelli più deboli ed emarginati”. Nel giorno di Pasquetta, il Pontefice invoca “il dono della pace per tutto il mondo, specialmente per le popolazioni che più soffrono a causa dei conflitti in atto. Rinnovo in particolare il mio appello affinché le persone sequestrate o ingiustamente private della libertà siano rilasciate e possano tornare alle loro case”. Una “speciale preghiera”, inoltre, il Papa la “assicura per la Giornata mondiale della consapevolezza sull’autismo, che si celebra oggi” e ai fedeli riuniti dice: “Cogliete ogni buona occasione per essere testimoni della pace del Signore risorto specialmente nei riguardi delle persone più fragili e svantaggiate”. (Red – 2 apr)
