Siena, 3 apr – Il cancro al polmone e il mesotelioma potrebbero in futuro essere controllati attraverso strategie terapeutiche condotte con farmaci mirati a inibire la proteina AKT e quindi a riattivare l’attività di oncosoppressore della proteina RBL2/p130. E’ la conclusione a cui giunge lo studio diretto dal professor Antonio Giordano, del dipartimento di Medicina, chirurgia e neuroscienze dell’Università di Siena, e Sbarro Institute della Temple University di Philadelphia, in collaborazione con ricercatori dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Napoli, Fondazione G. Pascale. Lo studio, appena pubblicato in America sull’autorevole rivista Oncogene e finanziato dall’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (AIRC) e dal Ministero della salute, ha dimostrato come in linee cellulari l’inibizione attraverso la molecola Akt Inhibitor VIII della proteina AKT, la cui presenza è determinante nella proliferazione delle cellule tumorali, possa favorire la stabilità e la localizzazione nel nucleo della cellula del citato oncosoppressore RBL2/p130, andando a ridurre la vitalità delle cellule tumorali. Nella sperimentazione, infatti, la disattivazione farmacologica della proteina AKT ha provocato l’arresto del ciclo cellulare e la conseguente morte delle cellule di cancro polmonare e mesotelioma. (BIG ITALY / SEGUE)