A febbraio 2018 il tasso di disoccupazione dei 15-24enni, cioè la quota di giovani disoccupati sul totale di quelli attivi (occupati e disoccupati), è pari al 32,8%, in aumento di 0,3 punti percentuali rispetto al mese precedente. Lo rende noto l’Istat. Dal calcolo del tasso di disoccupazione sono per definizione esclusi i giovani inattivi, cioè coloro che non sono occupati e non cercano lavoro, nella maggior parte dei casi perché impegnati negli studi, condizione prevalente in questa classe di età. Tenendo conto anche di questi giovani inattivi, l’incidenza dei disoccupati tra 15 e 24 anni sul totale dei giovani della stessa classe di età è invece pari all’8,6% (cioè meno di un giovane su 10 è disoccupato), tale indicatore è stabile rispetto a gennaio. Gli altri indicatori riferiti ai giovani registrano lievi movimenti nell’ultimo mese: rispettivamente -0,1 punti percentuali il tasso di occupazione e +0,1 punti quello di inattività.
Con riferimento alle altre classi di età, nell’ultimo mese il tasso di occupazione è in lieve calo (-0,1 punti percentuali) per i 25-34enni e i 50-64enni, mentre aumenta di 0,3 punti per i 35-49enni. Il tasso di disoccupazione diminuisce nelle classi di età centrali (rispettivamente -0,4 punti per i 25-34enni e -0,3 punti per i 35-49enni), mentre aumenta lievemente per i 50-64enni (+0,1 punti). Il tasso di inattività aumenta tra 25 e 34 anni (+0,5 punti), cala leggermente tra 35 e 49 anni (-0,1 punti), mentre è stabile tra gli over 50. Con riferimento alla media degli ultimi tre mesi, il tasso di occupazione cresce tra i giovani di 15-24 anni (+0,4 punti percentuali) mentre diminuisce nelle altre classi di età: -0,2 punti tra i 25 e i 49 anni e -0,1 punti tra gli over50. Il tasso di disoccupazione cala tra i più giovani di 1,4 punti, mentre si registrano lievi variazioni nelle altre classi di età, comprese tra -0,1 punti per i 25-34enni e +0,1 punti per gli over50. Nello stesso periodo il tasso di inattività diminuisce lievemente tra i 15-24enni (-0,1 punti) mentre aumenta nelle classi di età centrali (rispettivamente +0,3 punti tra i 25-34enni e +0,2 punti tra i 35-49enni) e rimane stabile tra gli over50.Nell’arco di un anno il tasso di occupazione cresce tra i giovani di 15-24 anni (+0,7 punti percentuali), i 35-49enni (+0,2 punti) e gli over 50 (+0,5 punti), mentre è in lieve calo per i 25-34enni (-0,1 punti).
Al netto dell’effetto della componente demografica, l’incidenza degli occupati sulla popolazione è in crescita su base annua in tutte le classi di età. Il calo della popolazione tra 15 e 49 anni influisce in modo decisivo sulla variazione dei livelli dell’occupazione nei dodici mesi in questa fascia di età, rendendola negativa. Al contrario la crescita della popolazione degli ultracinquantenni ne amplifica, in valore assoluto, la crescita occupazionale. Il tasso di disoccupazione cala su base annua tra i 15 e i 49 anni, con variazioni comprese tra -0,6 punti percentuali per i 35-49enni e -2,4 punti per i 15-24enni, mentre aumenta di 0,2 punti per gli over50. Al netto dell’effetto della componente demografica, l’incidenza dei disoccupati sulla popolazione diminuisce nelle classi di età tra 15 e 49 anni, mentre aumenta tra gli over 50. La dinamica demografica amplifica tali andamenti. Il tasso di inattività cala lievemente nell’ultimo anno tra i più giovani (-0,1 punti percentuali) e in misura più consistente tra gli over50 (-0,7 punti) mentre cresce nelle classi di età centrali (+1,0 punti tra i 25-34enni, +0,2 punti tra i 35-49enni). Il calo della popolazione tra 15 e 49 anni influisce sulla variazione annua dell’inattività, attenuando l’aumento tra i 15-34enni e rendendo negativa la variazione tra i 35-49enni. Al contrario la crescita della popolazione degli ultracinquantenni annulla il calo dell’inattività in questa classe di età. (4 apr – red)