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RISCALDAMENTO GLOBALE NEL MEDITERRANEO: NATIONAL GEOGRAPHIC PREMIA RICERCATRICE UNIBO

it@withub.it by it@withub.it
5 Aprile 2018
in Archivio News dal mondo
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Bologna, 5 apr – Un Early Career Grant del National Geographic per studiare gli effetti del riscaldamento globale sulla vita marina, a partire da alcuni dei suoi organismi più vulnerabili: i molluschi. Lo ha vinto Arianna Mancuso, assegnista di ricerca e dottoranda dell’Università di Bologna. Il suo progetto, che si chiama Shell Warm, è stato selezionato dalla National Geographic Society e sarà finanziato con un contributo di 5000 dollari.
Arianna svolge la sua attività di ricerca nel Laboratorio di Biologia Marina e Pesca dell’Alma Mater, che ha sede a Fano, in provincia di Pesaro e Urbino. Al centro dei suoi studi c’è l’impatto che l’aumento delle temperature e l’acidificazione dei mari può avere sugli organismi marini del Mediterraneo.
“Il riscaldamento globale rappresenta una seria minaccia per la biodiversità degli ecosistemi marini”, spiega la ricercatrice Unibo. “L’aumento delle temperature causa cambiamenti nella chimica delle acque, con conseguenze sulla distribuzione, sull’abbondanza e sullo sviluppo di diverse specie”. Tra queste, i molluschi risultano particolarmente vulnerabili, perché il cambiamento climatico potrebbe avere effetti negativi sul processo di formazione delle loro conchiglie.
È qui che entra in gioco Shell Warm. “Il progetto – racconta ancora Arianna Mancuso – si svolgerà in un vero proprio laboratorio naturale: il cratere sottomarino di Panarea, dal quale fuoriescono emissioni di anidride carbonica che acidificano l’acqua circostante, consentendo di osservare oggi quello che potrebbe accadere nei mari del futuro”.
I ricercatori del Laboratorio Unibo di Biologia Marina e Pesca trapianteranno i molluschi nell’area del cratere sottomarino e osserveranno come reagiscono all’aumento di acidificazione e di temperatura del mare.
(BIG ITALY / PO / red)

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