Roma, 10 apr – “Lo 0,6% in meno può sembrare marginale, ma in realtà priva i paesi in via di sviluppo delle risorse necessarie a garantire cure mediche gratuite universali a 10 milioni di persone. Negare quest’àncora di salvezza è inaccettabile – ha detto Francesco Petrelli, senior advisor su finanza per lo sviluppo di Oxfam Italia – Oxfam accoglie con favore l’aumento degli aiuti destinati ai Paesi più poveri del mondo: un’inversione di tendenza rispetto al declino registrato fin dal 2010 ma che ancora rappresenta solo il 18% degli aiuti globali. C’è bisogno subito di interventi più ambiziosi a favore delle popolazioni più bisognose del pianeta”. I dati Ocse mostrano nel 2017 una riduzione del 13,6% (pari a 14,2 miliardi di dollari) nel ricorso all’aiuto allo sviluppo per coprire i costi dell’accoglienza nei Paesi Ocse. Un dato che tuttavia non segnala un’inversione di tendenza ma appare piuttosto legato alla diminuzione delle richieste d’asilo, causata in parte dalle politiche mirate a limitare il numero degli arrivi di migranti nelle nazioni ricche. Il numero di nuovi richiedenti asilo in Europa ha segnato una diminuzione di circa il 50% tra il 2016 e il 2017, passando da 1.21 milioni di domande a 650 mila, un dato simile a quello del 2014 prima del picco registrato nel 2015 e nel 2016. In Italia, a fronte di un lieve incremento in termini assoluti della spesa per l’accoglienza dei rifugiati, si rileva una piccola diminuzione in termini percentuali dal 32,7% del 2016 all’attuale 31,4% dell’Aps, dovuta all’aumento complessivo dei volumi. (SEGUE)