Roma, 10 apr – Il tenore di vita goduto nel corso degli anni di matrimonio è un fattore che deve essere tenuto in considerazione nella valutazione del diritto del coniuge più debole a ricevere l’assegno di divorzio: è questa la richiesta formulata dal procuratore generale della Cassazione Marcello Matera alle Sezioni unite della Suprema Corte, a cui spetterà la decisione (che sarà depositata tra circa un mese) di confermare o meno il cosiddetto verdetto “Grilli”, che invece aveva archiviato il criterio del tenore di vita. Un verdetto che prende il nome dell’ex ministro dell’Economia Vittorio Grilli, che con il suo ricorso ha portato con la sentenza 11504 del maggio 2017 a una rivoluzione epocale nelle cause di divorzio, ovvero ponendo fine al diritto del coniuge che ha meno mezzi ad avere assicurato dopo la fine del matrimonio lo stesso standard di vita. Ora, quanto formulato dal pg Matera va nel senso opposto, avendo chiesto agli “ermellini” di accogliere il ricorso presentato da Lucrezia C. contro il marito Omar C., che proprio in seguito al verdetto Grilli nella sentenza di appello aveva ottenuto la revoca dell’assegno (un importo da 4 mila euro al mese) che corrispondeva all’ex moglie. (SEGUE)