Roma, 11 apr – Lui è romano di Roma (“vivo in zona Balduina”) ma è figlio di un “compromesso” – racconta scherzando – visto che ha madre trentina e papà siciliano. Tifoso di quella squadra che ieri sera ha fatto sognare (“è stato allucinante, incredibile!”), esperto di economia e sviluppo, la passione per la politica nel cuore, Massimo Ungaro è approdato a Montecitorio con entusiasmo e voglia di lavorare (“per i prossimi anni. O forse mesi chissà. Staremo a vedere)” per gli italiani nel mondo e non solo. “Sono qui per tutte quelle ragazze e ragazzi che si vedono costretti a lasciare questo paese per andare nel Regno Unito. Ma anche per gli italiani di tutta Europa, di tutto il mondo e di tutta Italia: è necessario ridare dignità alle giovani generazioni. Mi occuperò ovviante degli italiani nel mondo ma lavorerò anche per i ragazzi di Lampedusa o i pensionati del trentino. Sono qui per tutti”. Ungaro con oltre 14mila voti è stato eletto parlamentare del Partito democratico alla Camera dei deputati nella circoscrizione Europa. Il suo è stato un vero successo: ha ottenuto il più alto numero di preferenze tra tutti i partiti e tutti i candidati alla Camera nella circoscrizione Europa (“ma siamo ancora in attesa dei dati finali” precisa). Merito di una campagna elettorale tanto faticosa quanto entusiasmante: “Quarantasei iniziative in 26 giorni. Mi reputo un ragazzo fortunato: è stata una esperienza bellissima e ho incontrato delle persone incredibili, di grande spessore umano. Dai ricercatori italiani a Losanna agli imprenditori in Polonia fino ai pensionati a Brentford passando per gli studenti a Londra: siamo una gran bella comunità. All’estero – continua – siamo eletti con le preferenze, un metodo democraticissimo: è una gran bella soddisfazione vedere il proprio nome scritto così tante volte”. Il deputato del Pd – che si definisce democratico ed “europeista convinto” – “spinto da un forte senso civico” è pronto ora a difendere con determinazione la circoscrizione estero: “Non si tocca. Il voto per gli italiani all’estero è una cosa giusta, va difeso e mantenuto”. (SEGUE)