Roma, 12 apr – Dopo la decisione dell’Austria di limitare il transito dei mezzi pesanti al Brennero, riesplode la rabbia dei trasportatori italiani che fino al prossimo luglio, quando scadranno i 25 giorni di “numero chiuso”, rischiano di subire un deciso aumento dei tempi di attraversamento del valico alpino e, conseguentemente, un incremento dei costi di trasporto delle merci. Una decisione unilaterale presa dal governo del Tirolo che rischia, secondo la CGIA, di provocare non pochi disagi, non solo agli autotrasportatori italiani. “Secondo gli ultimi dati Eurostat – dichiara il coordinatore dell’Ufficio studi della CGIA Paolo Zabeo – ci dicono che il peso dell’autotrasporto proveniente dai paesi terzi ha raggiunto livelli impressionanti. Nel traffico bilaterale Germania-Italia, ad esempio, raggiunge addirittura il 48,7 per cento. Ciò vuol dire che quasi la metà dei transiti dei mezzi pesanti tra questi due paesi sono ad appannaggio di vettori che non sono né italiani né tedeschi, ma, in particolar modo, polacchi”. Altrettanto difficile è la situazione anche nelle altre due direttrici con l’Europa che interessano il nostro Paese. Nel traffico bilaterale Francia-Italia, infatti, i Tir da paesi terzi “assorbono” il 35,2 per cento del flusso totale, in quello Austria-Italia, infine, l’incidenza è del 45,3 per cento). (SEGUE)