Roma, 19 apr – Tra i siti riconosciuti oggi, risultano i primi in Europa e America del Nord: il sistema agro-silvi-pastorale di Barroso in Portogallo, le saline di Salinas de Anana e la tradizione millenaria per la coltivazione dell’uva moscato di Axarquía in Spagna, oltre al sistema di isole agricole artificiali dette ‘chinampas’ sviluppate a Città del Messico basandosi sulla trasmissione orale di tecniche utilizzate già dagli antichi Aztechi. Il Forum internazionale di oggi si è incentrato sullo scambio di esperienze e ha visto la partecipazione di alti rappresentanti dei governi di Cina, Italia, Spagna, Giappone, Spagna, Tanzania e autorità di Algeria, Cile e Francia oltre a funzionari dell’UNESCO che gestisce il famoso programma Siti Patrimonio dell’Umanità. I Sistemi del Patrimonio Agricolo di rilevanza mondiale prevedono sistemi di gestione dell’ecosistema dove le risorse idriche, la salute del suolo e altri fattori ambientali risultano strettamente connessi, tanto da dover spesso necessitare di regole ad-hoc per il controllo della proprietà terriera, l’allocazione delle risorse e del lavoro. I Sistemi del Patrimonio Agricolo raggruppano in sé i pilastri economici, sociali, ambientali e culturali dello sviluppo sostenibile, ha affermato Semedo. Affermandone il valore, riconosciamo allo stesso tempo il ruolo degli agricoltori di piccola scala – creatori e custodi di tali sistemi – nel promuovere la biodiversità e molti altri obiettivi comuni. (SEGUE)