Padova, 20 apr – Un Cammino sulle orme del Santo senza nome più famoso al mondo. Un cammino di circa 1.550 chilometri che attraversa tutta l’Italia, da capo Milazzo, in Sicilia, luogo dove naufragò sant’Antonio di rientro dalla sua missione in Marocco, fino a Padova, in Veneto, passando per Assisi, dove il giovane frate partecipò nel 1221 al Capitolo generale dei Minori indetto da san Francesco. È il progetto lanciato da tre volontari dell’associazione “Il Cammino di sant’Antonio”, nata a Padova qualche anno fa all’ombra della Basilica di Sant’Antonio, che hanno mappato nei giorni scorsi il nuovo Cammino antoniano in Sicilia e Calabria. Pompeo Volpe, Alessio Bui e Mirco Zorzo hanno incontrato istituzioni ed associazioni locali per portare avanti l’ambizioso progetto che andrà a congiungersi con il tratto dell’itinerario già esistente, che va da Camposampiero, nel Padovano, a Padova fino a Montepaolo e al santuario della Verna. In particolare hanno raggiunto il Santuario di Sant’Antonio di Padova a Capo Milazzo che si affaccia sulla baia di Sant’Antonio, incassando un primo autorevole endorsement da parte del sindaco di Milazzo, Giovanni Formica, che sarà presente alla presentazione del progetto del Cammino di sant’Antonio da Milazzo a Padova che si terrà nell’ambito della prima “Festa dei Cammini e dei Camminatori al Santo” prevista domani a Padova. Nella pagina Facebook “Il Cammino di sant’Antonio” vengono pubblicati aggiornamenti e foto. Il tragitto individuato dall’associazione “Il Cammino di sant’Antonio” si ispira alle fonti francescane, in particolare alla Vita Prima di S. Antonio, secondo cui il frate portoghese, che dopo il naufragio si era fermato a Messina, raggiunse Assisi per partecipare al Capitolo dei Minori. Se Antonio viaggiava, come presumibile, a piedi, dovrebbe aver seguito la direttrice della via Valeria da Milazzo a Messina e quella della via Popillia da Reggio Calabria a Capua. In uno studio dell’associazione è stata valutata la plausibilità del cammino fatto da Antonio nella primavera del 1221, tenendo conto in primis dello stradario storico. Non mancano però le difficoltà: ovvero la situazione di fatto della viabilità e dell’attuale conformazione urbanistica. Della romana via Popillia, ad esempio, rimangono frammenti: sulla direttrice della romana Popillia si sono succeduti e in parte sovrapposti il medioevale iter Calabriae, la borbonica regia strada delle Calabrie, le moderne S.S. 18 e S.S. 19 e, dal 1962, l’A3 Salerno-Reggio Calabria (ora ammodernata A2 Fisciano-Villa San Giovanni). (SEGUE)