Roma, 25 apr – Un cospicuo Fondo è quello del regista documentarista Mario Gianni, di carattere etno-antropologico. Un lavoro prezioso sulla memoria del mondo in vent’anni di immagini, dal 1989 al 2000, con una corposa dedica alle minoranze etniche raggruppata nella serie ‘Popoli che scompaiono’. Immagini che provengono da tutto il globo: dal Perù al Pakistan, dall’Argentina alla Cecoslovacchia fino a Brasile, Iraq, India, Algeria, Colombia, Mali, Costa Rica, Tailandia, Panama, Birmania e Venezuela. Tra le interviste va segnalata una serie dedicata a personalità della ex nomenclatura sovietica, a dissidenti e ad artisti, militari e scienziati sui temi della guerra fredda, della corsa agli armamenti e al nucleare; su Stalin, Krusciov e Gorbaciov e la dissoluzione dell’Unione Sovietica.
Tra i fondi prossimamente on line sul portale dell’Archivio Luce, sono attesi quello della UIL, e di un uomo di cinema unico, come Silvano Agosti.
Importante quanto il repertorio cinematografico, è il repertorio fotografico dell’Archivio Luce. 431.882 è il numero delle fotografie che il navigatore del sito ha a disposizione per viaggiare nella vita dell’Italia dagli anni ’10 al 2000. Eventi, personaggi, paesaggi, mutamenti sociali. Un mondo da guardare.
Anche il repertorio fotografico si arricchisce di due nuovi grandi fondi. Il Fondo Fotografico Pino Settanni, con gli oltre 60.000 scatti di un artista dei ritratti di cinema e di intensi reportage nel Mezzogiorno d’Italia, nei Balcani e in Afghanistan; un autore che proprio il Luce si sta impegnando a riportare alla conoscenza che merita. E l’intero Archivio di Caio Mario Garrubba, uno dei massimi autori della fotografia del XX secolo, un grande sguardo sociale: acquistato dall’Archivio Storico dell’Istituto Luce nel febbraio 2017, è costituito da circa 60.000 negativi e 40.000 diapositive, oltre ad un gran numero di stampe vintage. Il fondo è in corso di catalogazione e digitalizzazione.
(BIG ITALY / SEGUE)