Roma, 27 apr – “L’indice ESI elaborato dalla Commissione UE, a sorpresa è rimasto invariato ad aprile a 112,7 (rivisto al rialzo di un decimo dalla lettura di marzo). Rispetto al picco di dicembre (115,3), l’ESI è calato di quasi tre punti. Ad una prima lettura l’indice ESI traccia un quadro meno negativo sul rallentamento dell’economia euro zona rispetto ai PMI e indagini nazionali pubblicati a inizio settimana. Tuttavia, lo spaccato settoriale rivela che la tenuta dell’indicatore sintetico è spiegata dalla stabilizzazione della fiducia presso le imprese manifatturiere (a 7,1 dopo due mesi di cali cumulati di 2,7 punti) e dal miglioramento di morale presso le famiglie”. Così Anna Maria Grimaldi, della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, sugli indici di fiducia area Euro. “Altresì – aggiunge – la fiducia retrocede ancora nei servizi (a 14,9 da 15,9), nelle costruzioni (4,5 da 5,2) e commercio al dettaglio (-0,6 da 0,7). In tutti i comparti la fiducia rimane saldamente al di sopra della media di lungo termine. L’edizione di aprile include le risposte dall’indagine trimestrale. Per quanto concerne il manifatturiero, il calo dell’utilizzo della capacità produttiva a 84,4 da 84,7, e degli ordini all’export per i prossimi tre mesi conferma la moderazione dell’attività. Inoltre le imprese riportano un peggioramento della posizione competitiva rispetto ai tre mesi precedenti che potrebbe in parte essere riconducibile all’apprezzamento dell’euro. Altresì nei servizi, l’utilizzo della capacità produttiva è invariato nel 1° trimestre a 90,2, un massimo assoluto per la serie”. (PO / SEGUE)