Roma, 27 apr – Nel 2016 le famiglie italiane hanno destinato a consumi culturali e ricreativi il 6,6% della loro spesa, un valore decisamente inferiore alla media Ue (8,5%) e superiore solo a quelli di Irlanda, Lussemburgo, Portogallo, Cipro e Grecia. E’ quanto si legge nel rapporto ‘Noi Italia’, presentato oggi dall’Istat. Nel 2017 la quota di lettori di libri rimane sostanzialmente stabile (41,0%, dal 40,5% del 2016). La lettura di libri si conferma prerogativa dei giovani (tra gli 11 e i 19 anni) e delle donne (70,2% per quelle tra i 18 e i 19 anni). L’8,1% della popolazione di 6 anni e più (dall’8,4% del 2016) utilizza la rete per accedere ai libri in formato digitale. Le giovani donne tra i 15 e 19 anni si confermano i maggiori utilizzatori (oltre il 20%). A livello territoriale il Mezzogiorno fa registrare una minore propensione alla lettura: solo la Sardegna presenta una quota di lettori più alta della media nazionale. Nel 2017 continua a ridursi la quota di lettori di quotidiani (40,6%, con una contrazione di 17,5 punti percentuali dal 2007); la diminuzione interessa anche la lettura via web (32,3% nel 2017 da 33,8% nel 2016), che rimane forte tra i giovani tra i 25 e i 34 anni. La lettura di quotidiani, online o meno, coinvolge più le regioni del Centro-nord che quelle del Mezzogiorno. Su scala europea l’Italia occupa la penultima posizione nella graduatoria decrescente insieme a Bulgaria e Irlanda, seguite solo dalla Romania. La propensione alla pratica sportiva diminuisce leggermente rispetto al 2016 e riguarda ancora poco più di un terzo della popolazione, coinvolgendo maggiormente gli uomini rispetto alle donne; poco meno di un quarto dei praticanti vi si dedica in modo continuativo. La quota più elevata di sedentari si riscontra nel Mezzogiorno (25,7%). (red)