Roma, 27 apr – Storicamente molto rilevante per l’economia italiana, il settore del turismo presenta una performance in media più favorevole rispetto al complesso dei paesi dell’Unione, anche se negli ultimi anni l’evoluzione della capacità ricettiva è stata più sostenuta in paesi vicini. In questo ambito ulteriori progressi sarebbero consentiti da un maggiore sviluppo del Mezzogiorno che, nonostante le potenzialità di attrazione per la sua ricchezza paesaggistica, testimoniata anche dalla più elevata incidenza di superficie destinata ad aree protette, si caratterizza ancora per un’offerta inferiore alla media nazionale. Un altro campo in cui i progressi del Mezzogiorno farebbero migliorare la collocazione relativa dell’Italia rispetto ai paesi Ue riguarda la tutela dell’ambiente e la pressione esercitata su di esso: a livello nazionale il conferimento di rifiuti in discarica è ancora appena superiore alla media dell’Ue, ma alcune regioni del Nord hanno performance allineate ai paesi europei più virtuosi. Il nostro Paese conferma il buon andamento per gli aspetti legati alla salute e al welfare, mantenendo una posizione più favorevole rispetto alla media europea in numerosi ambiti. Nonostante la spesa sanitaria pubblica italiana risulti ancora inferiore a quella dei più importanti partner europei, e l’incidenza della spesa privata sia più elevata, i principali indicatori di mortalità (infantile, per tumori e per malattie circolatorie) collocano il nostro Paese tra i dieci con i tassi più contenuti, mentre relativamente agli stili di vita si conferma la minore incidenza di adulti in eccesso di peso. L’Italia presenta del resto un’aspettativa di vita fra le più alte in ambito europeo, occupa il secondo posto per gli uomini e il quarto per le donne: la speranza di vita (indicatore sintetico della qualità delle condizioni di vita) nasconde tuttavia l’esistenza di disuguaglianze a livello territoriale, riassumibili in uno svantaggio del Mezzogiorno di circa un anno rispetto al resto del Paese, che diventano circa tre considerando gli estremi della provincia autonoma di Trento (valore più alto) e la Campania (valore più basso). (SEGUE)