Roma, 2 mag – “Loro”, però, è anche molto altro, come suggerisce il titolo: è la messa in scena di quegli italiani che avrebbero voluto essere Lui, Berlusconi, che hanno creduto nel sogno di un Paese migliore venduto dal più grande piazzista che l’Italia abbia conosciuto, che non lo hanno combattuto abbastanza, che, in fondo, si sono lasciati affascinare.
“Un venditore è l’uomo più solo del mondo, perché parla molto e non ascolta nessuno”, avverte l’Ennio Doris sorrentiniano convocato a pranzo a Villa Certosa, in una delle scene clou di questa seconda parte, dove Servillo dà il meglio di sé.
“Quando ho letto la sceneggiatura ho capito che Sorrentino ci stava portando da qualche parte lontano dalla cronaca – ha raccontato l’attore -. La cosa più interessante del privato del personaggio mi è sembrata la distanza dagli spazi della politica e il modo in cui Paolo lo affronta in questo Eden sardo, in cui il personaggio è in uno stato di sopravvivenza che si alimenta del potere o, forse, dove il potere si alimenta della condizione di sopravvivenza”.
Accanto a lui, Veronica, interpretata da una altrettanto strepitosa Elena Sofia Ricci, la donna tradita, umiliata, che vede sfiorire la sua bellezza e finire il suo amore: “Ho letto la biografia della signora Lario, ‘Tendenza Veronica’ (di Maria Latella ndr.) per prepararmi, ma quando ho letto il copione ho letto cose che riguardano tutte noi donne, non più ventenni: ho letto il tema del disincanto, della fine di una passione, sentire un progetto per cui si è vissuto sgretolarsi sotto le mani, della paura di invecchiare. Mi sono lasciata guidare come danzatrice di tango dal regista, ma mi è venuto naturale mettere i sentimenti che molte noi donne conosciamo”.
Lo sguardo del regista? “Penso sia nel tono che ho adoperato – ha risposto Sorrentino – che è il tono della tenerezza, una parola che fortunatamente ora gira molto. Non volevo puntare il dito contro nessuno. Penso che un film, come un libro, debba essere l’ultimo avamposto della comprensione, non solo intesa come capacità di capire, ma anche di essere comprensivi”.
Rimarrà deluso chi cerca una critica a Berlusconi uomo e al berlusconismo: quello che esce dalle due parti di Loro è una analisi di loro/noi, facili a capitolare alle tentazioni delle sirene, abbastanza eroici, però, da affrontare le avversità che questa lingua di terra, precaria e struggente, ci pone di fronte.
Il film, di 100 minuti, sarà distribuito dalla Universal Pictures dal 10 maggio. (big italy / bur)