Roma, 3 mag – Ma il dato vero è che “ci si aspettava una sorta di ‘ondata’ dei pensionati, quindi di persone con molto tempo libero, una tranquillità economica ormai maturata e ancora energia, visto che ancora si va in pensione non molto tardi. Invece questa ondata non c’è stata”. Anzi, le categorie in cui il volontariato è aumentato di più sono “tra i dirigenti, imprenditori, liberi professionisti lavoratori in proprio, anche studenti: sono aumentati più del 4%”. Mentre, sottolinea De Rita “sono rimasti stabili i disoccupati, gli operai, le casalinghe. Non c’è bisogno di fare discorsi classisti: è che sempre più il volontario è colui che ha competenze e saperi da mettere in comune, e che va alla ricerca di senso, piuttosto che colui che ha semplicemente tempo libero”. Sociologicamente parlando dunque, “il volontario è la persona dinamica, che ha voglia di conoscere il mondo. Cè un sentimento di restituzione da parte di chi ha avuto qualcosa dalla vita. E’ l’attitudine: la sfida è portare i propri saperi all’interno di altre tribù, iniziare a dialogare”.
(Sis)