Come è già avvenuto negli anni scorsi, il rialzo dell’Iva può essere evitato e il gettito atteso può essere sostituito da misure alternative mediante futuri interventi legislativi, per esempio con la legge di bilancio 2019″: lo afferma il ministro dell’Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan, in audizione presso le Commissioni speciali riunite di Camera e Senato sul Documento di economia e finanza 2018. In sede di replica Padoan precisa poi che “c’è una diffusa volontà di disinnescare le clausole di salvaguardia” ma il “modo per farlo è semplicemente agire sia in sede di Nota di aggiornamento al Def sia in legge di bilancio: non c’è assolutamente bisogno di fare un provvedimento d’urgenza”. Nel corso dell’audizione, il titolare del Tesoro ha precisato che “il prolungarsi dell’incertezza dovuta allo stallo politico è “potenzialmente in grado di frenare la ripartenza degli investimenti” ma “l’Italia è nelle condizioni per proseguire nell’irrobustimento strutturale della crescita, dell’aumento dell’occupazione, dell’inclusione sociale e nel rafforzamento delle finanze pubbliche e nella riduzione della pressione fiscale”. “Nei primi tre mesi del 2018 il Pil è cresciuto per il quindicesimo trimestre consecutivo” afferma ancora il ministro, che definisce “un’affermazione fondata” quella che la crescita sia modesta e che l’Italia sia sotto questo profilo il fanalino di coda in Europa, ricordando però che “dal 2000 in poi la crescita italiana è stata mediamente bassa” e che “quello della crescita contenuta è un problema di lungo periodo”. “Voglio sgomberare il campo dall’idea che si sente spesso ripetere negli ultimi giorni che per disinnescare le clausole di salvaguardia sull’Iva ci sarebbe bisogno di una manovra correttiva o di un decreto. Non è così perché la riforma del Bilancio approvata nel 2016 ci indica un percorso chiaro da seguire. Serve per il momento, ed è quello che propone il PD, una risoluzione unitaria in cui si ribadisce la necessità di evitare l’aumento dell’Iva previsto nel 2019 e nel triennio della scorsa legge di Bilancio. Ogni decisione su come vanno sterilizzate le clausole stesse sarà inserita nella nota di aggiornamento al Def in cui si definiranno i saldi della prossima legge di Bilancio triennale 2019-2021. Continuare a richiamare, fuori dal Parlamento, la necessità di un decreto mi sembra strumentale, oltre che sbagliato. Così facendo si rischia di uscire dal confronto istituzionale sul Def per scadere nella propaganda da campagna elettorale mai finita” afferma Francesco Boccia, capogruppo Pd in commissione Speciale alla Camera, nel corso dell’audizione del ministro. “La volontà di disinnescare le clausole di salvaguardia è comune tra le forze politiche: su questa urgenza siamo tutti d’accordo. Tuttavia è doverosa una riflessione su quanto l’Italia avrebbe dovuto fare in questi cinque anni, che a livello internazionale hanno visto l’economia ricominciare a correre mentre noi continuiamo a camminare” ha detto invece il deputato di Forza Italia Andrea Mandelli intervenendo durante l’audizione. (Roc)
