Roma, 10 mag – Il 30 novembre 2016 più di 100.000 persone in tutto il mondo hanno contribuito a una serie di esperimenti di fisica quantistica d’avanguardia, noti come The BIG Bell Test. Utilizzando un videogioco online, i partecipanti hanno generato sequenze di zeri e di uno (bit), le più casuali possibili, che hanno determinato quali misure effettuare su oggetti quantistici come atomi, fotoni e dispositivi superconduttori. I risultati sono stati ora analizzati e pubblicati sulla rivista Nature. In un test di Bell (così chiamato in omaggio al fisico John Stewart Bell), coppie di particelle entangled, “aggrovigliate” a “coppie”, sono generate e inviate in luoghi diversi dove vengono misurate le loro proprietà, come ad esempio la polarizzazione dei fotoni. Nel BIG Bell Test i bit prodotti dai partecipanti sono stati comunicati via internet ad esperimenti condotti a Roma, Brisbane (Australia), Shanghai (Cina), Vienna (Austria), Monaco (Germania), Zurigo (Svizzera), Nizza (Francia), Barcellona (Spagna), Buenos Aires (Argentina), Concepción (Cile) e Boulder (USA), dove sono stati utilizzati per impostare gli angoli dei polarizzatori e di altri elementi di laboratorio con l’obiettivo di determinare quali misure effettuare sulle particelle entangled. “In laboratorio osserviamo che i risultati delle misure su due particelle fisicamente separate risultano concordi, indipendentemente da quali proprietà scegliamo di misurare – spiega Fabio Sciarrino, Group leader del Quantum Information Lab Sapienza – Ciò implica qualcosa di molto sorprendente: o la misura di una particella influenza istantaneamente l’altra particella (nonostante sia molto lontana), o le proprietà osservate non sono mai esistite realmente, ma piuttosto sono state create dalla misura stessa. Entrambe queste possibilità contraddicono il realismo locale, la visione del mondo di Einstein, che prevede un universo indipendente dalle nostre osservazioni”. (BIG ITALY / SEGUE)