Roma, 16 mag – “Prevediamo di poter iniziare a trattare i primi pazienti entro la fine dell’anno – commenta Robin Foà, Direttore dell’Ematologia della Sapienza – Si possono ottenere risultati estremamente importanti attraverso l’infusione di cellule immunitarie CAR-T ingegnerizzate e più in generale grazie a trattamenti mechanism-driven e personalizzati. Questo ulteriore sviluppo andrà a incrementare i protocolli di immunoterapia già attivi per pazienti con neoplasie ematologiche”. Il potenziale di successo di questo progetto risiede anche nelle solide collaborazioni con centri strategici di innovazione scientifica e terapeutica in campo oncologico, IFO sul piano nazionale e l’MD Anderson Cancer Center, la più importante realtà a livello mondiale impegnata nella cura del cancro. In quest’ottica, a margine delle attività congressuali, il vicepresidente del Centro texano, Michael Kupferman e il rettore Eugenio Gaudio sigleranno un protocollo che rende operative attività di didattica, ricerca e trasferimento tecnologico. La creazione di network di eccellenza consente di avere modelli predittivi e ottimizzare le sperimentazioni, circoscrivendo la problematica degli alti costi associati spesso alla medicina personalizzata, superati grazie appropriatezza dell’uso dei farmaci che consente il governo della spesa sanitaria. “Guardare alla sanità come a un investimento e non come a una voce di spesa – conclude Sebastiano Filetti – Potenziare l’educazione, cioè l’empowerment del paziente. Riorganizzare l’assistenza sulla base dei nuovi bisogni di cura. Fare prevenzione”. (BIG ITALY / Red)