Roma, 17 mag – Nella giustizia, entra nel programma una riforma dell’elezione dei membri del Csm, “tale da rimuovere le attuali logiche spartitorie e correntizie in seno all’organo di autogoverno della magistratura”, il completamento delle piante organiche, la possibilità di rivedere in senso restrittivo le norme che riguardano l’imputabilità per i minorenni, mentre resta al vaglio la riforma dei tempi di prescrizione. Importante anche il punto “Immigrazione “, dove “si deve puntare alla riduzione della pressione dei flussi sulle frontiere esterne e del conseguente traffico di esseri umani e contestualmente, nella medesima ottica, ad una verifica sulle attuali missioni europee nel Mediterraneo, penalizzanti per il nostro paese, in particolare per le clausole che prevedono l’approdo delle navi utilizzate per le operazioni nei nostri porti nazionali senza alcuna responsabilità condivisa dagli altri stati europei. È necessario il superamento del Regolamento di Dublino”. E poi norme sul lavoro, come la cancellazione dei voucher, politiche per la famiglia, la creazione di un ministero per le disabilità, l’introduzione di riforme costituzionali (diminuzione di deputati a senatori a 400 e 200 unità, tagli al costi, implementazione di strumenti di democrazia diretta tra cui il referendum propositivo) fino ad arrivare all’altro punto chiave, il reddito di cittadinanza, che si configura come “uno strumento di sostegno al reddito per i cittadini italiani che versano in condizione di bisogno; l’ammontare dell’erogazione è stabilito in base alla soglia di rischio di povertà calcolata sia per il reddito che per il patrimonio. L’ammontare è fissato in 780 euro mensili per persona singola, parametrato sulla base della scala OCSE per nuclei familiari più numerosi. A tal fine saranno stanziati 17 miliardi annui”. Ad esso si aggiungerebbe anche la pensione di cittadinanza, consistente in una integrazione per le pensioni inferiori sempre alla cifra di 780 euro. La bozza è quasi pronta, ora mancano solo i nomi.
(Sis)