Roma, 18 mag – “Il percorso che oggi si offre ad una donna con diagnosi di tumore ovarico – prosegue Cognetti – è molto diverso rispetto al passato e questo grazie all’analisi genetica del tumore. Infatti, in caso di mutazione dei geni BRCA1 e BRCA2, è possibile utilizzare nuovi farmaci a bersaglio molecolare, terapie personalizzate che colpiscono selettivamente le cellule tumorali, offrendo quindi uno strumento terapeutico estremamente sofisticato ed efficace, aspetti questi ultimi che assicurano un significativo miglioramento sulla qualità di vita delle pazienti.”
Analisi genetica quindi non solo come strumento di prevenzione ma anche come orientamento per le cure personalizzate.
“La mutazione dei geni BRCA1 e BRCA2, – prosegue Antonella Savarese, oncologo IRE, referente dell’ambulatorio per i tumori eredo familiari femminili e coordinatrice del corso, – aumenta da 30 a 50 volte il rischio di tumore alle ovaie e le donne portatrici di tali mutazioni hanno anche un’elevata probabilità di sviluppare nell’arco della vita un tumore al seno. Lo screening per il BRCA1 e BRCA2 rappresenta quindi la prima forma di prevenzione primaria per le donne sane ad aumentato rischio di tumore ovarico, un tumore per il quale sino ad oggi non esisteva nessuna forma efficace di prevenzione.”
Armi sempre più tecnologiche e personalizzate garantiscono oggi la prima forma di prevenzione, diagnosi precoce, riduzione del rischio di tumore o delle sue conseguenze ed il test BRCA ne è un esempio da 15 anni a questa parte. La consulenza genetica per il tumore ovarico è disponibile, oltre che al regina Elena, in tutti i centri di eccellenza e di ricerca, sia perché la lettura necessita di professionisti esperti sia perché le conoscenze sui geni BRCA e le terapie a bersaglio molecolare sono in continua evoluzione.
(BIG ITALY / red)