Roma, 23 mag – La Commissione Continentale Europa e Nord Africa del Consiglio Generale degli italiani all’Estero – riunita in Romania dal 17 al 19 maggio – ha fatto “un’ampia analisi dell’esercizio del diritto di voto degli Italiani all’estero – si legge in una nota -, affermandone la naturale applicazione anche fuori dai confini nazionali quale strumento imprescindibile per garantire agli italiani all’estero i diritti di cittadinanza affermati nella Costituzione. La presenza del direttore generale Luigi Vignali è stata la prima occasione di confronto e di verifica sulle procedure applicate dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale al voto del 4 marzo espresso nella circoscrizione estero per il rinnovo del parlamento italiano. I consiglieri hanno riconosciuto alla direzione del MAECI e alla rete consolare una particolare attenzione e uno sforzo straordinario nell’applicazione delle procedure in termini di correttezza, trasparenza e sicurezza”. “Diverso e negativo – continua la nota – è il parere espresso per lo spoglio dei plichi elettorali avvenuto a Castelnuovo di Porto, vero tallone d’Achille della pratica elettorale, le cui competenze e responsabilità sono attribuite al Ministero dell’Interno, che a un mese di distanza dalla chiusura ufficiale degli scrutini non aveva confermato i risultati finali, proclamando, invece già prima, i nomi dei parlamentari eletti. Resta fermo il principio che la qualità organizzativa dell’esercizio di voto all’estero non può venir meno per insufficienza o riduzione delle risorse finanziarie, che rischiano di pregiudicare qualsiasi esito elettorale”. La commissione continentale Europa e Africa del Nord, “pur rilevando le criticità del sistema di voto per corrispondenza, ribadisce l’importanza della partecipazione al voto degli italiani all’estero e la necessità di riformare e snellire le procedure e le modalità di voto, per affermare la credibilità e garantire un voto libero, uguale e certo, come sancito dalla Costituzione Italiana. I consiglieri intervenuti hanno deciso di formalizzare con urgenza la composizione di un gruppo di lavoro per approfondire ed elaborare una proposta di modifica delle procedure e per istituire un tavolo tecnico, composto da rappresentanti del CGIE, del Ministero degli Esteri e dell’Interno e dai parlamentari italiani”. (Red)