Roma, 23 mag – Dopo 74 giorni dalla data delle elezioni, Movimento 5 stelle (M5s) e Lega hanno sottoscritto un ‘contratto di governo’ per la XVIII legislatura. Molti analisti e commentatori si sono concentrati sulla natura e sul contenuto del contratto stipulato dai leader dei due partiti, Di Maio e Salvini, anche per cercare di capire chi abbia ottenuto il maggiore successo in termini di proposte politiche effettivamente incluse nel programma. Tra le stesse forze politiche c’è stato chi ha definito l’eventuale governo composto da M5s e Lega come “il governo più a destra della storia repubblicana”. Tutte queste definizioni si sono basate più su impressioni personali che non su analisi puntuali dei documenti programmatici elaborati dai partiti. Per cercare di colmare questa lacuna, l’Istituto Cattaneo ha analizzato sia i singoli programmi preparati da M5s e Lega in vista del voto del 4 marzo, sia il testo del loro ‘contratto per il governo del cambiamento’. In questo modo, è possibile stabilire quanto il contratto stipulato tra le due forze politiche si sia discostato dai loro programmi elettorali e quale sia la collocazione politica – o il ‘colore’ – del governo cosiddetto ‘giallo-verde’. Il primo dato che viene esaminato riguarda la concretezza dei diversi programmi – elettorali o di governo. In particolare, l’istituto si è chiesto se i testi programmatici contengono (e in che misura) proposte di policy sufficientemente circostanziate, e dunque verificabili, oppure se al loro interno prevalgono dichiarazioni generali di principio su obiettivi da perseguire durante il mandato. Sia nei programmi elettorali che nel contratto di governo tra M5s e Lega prevalgono le dichiarazioni generali su finalità da perseguire piuttosto che precise proposte politiche. Tuttavia, si osserva chiaramente che nel passaggio dalle promesse elettorali alle soluzioni di governo diminuiscono – di circa 20 punti percentuali – le affermazioni generali e aumentano le proposte politiche più concrete e verificabili. La prospettiva del governo rende, dunque, meno vaghi e astratti gli impegni dei partiti. (SEGUE)