Roma, 23 mag – Soffermandosi esclusivamente sul testo del contratto di governo, si possono evidenziare differenze sul livello di concretezza delle proposte politiche in base ai settori nei quali si intende intervenire. Ad esempio, le proposte politiche più concrete contenute nel contratto tra M5s e Lega si trovano nel settore definito ‘legge e ordine’, vale a dire sulle questioni della sicurezza, del controllo dell’immigrazione e dell’inasprimento delle pene per determinati reati. In questo contesto, le proposte politiche (44,1%) prevalgono sulle affermazioni di principio (55,9%). Qui è maggiormente evidente il contributo programmatico derivante dalle posizioni securitarie promosse dalla Lega, che sono confluite direttamente nel contratto per il governo e sulle quali sarà più facile, per gli elettori, valutare l’effettivo mantenimento delle promesse. Ugualmente precise e circoscritte sono le soluzioni relative alle riforme istituzionali e della Pubblica amministrazione: all’incirca una proposta politica su due è infatti verificabile e sufficientemente dettagliata. Al contrario, il massimo livello di vaghezza – cioè di enunciazione di principi senza circostanziate proposte politiche – si trova nei settori della politica estera (64,4%), del lavoro (65,8%) e del welfare e dell’istruzione (66,7%). (SEGUE)