“L’aspetto più preoccupante nel ‘contratto’ alla base del governo in costruzione è la sottovalutazione delle conseguenze di certe scelte. Ci si preoccupa dell’Europa, ma le eventuali procedure di infrazione impiegano mesi a svilupparsi, mentre la risposta dei mercati arriva in pochi secondi”. Così Pier Carlo Padoan, ministro dell’Economia, al Sole 24 Ore. “La pace fiscale si raggiunge con gli incentivi all’adempimento spontaneo e non con i condoni – sottolinea Padoan -, e tagli fiscali concentrati sui redditi dei ricchi vanno in direzione opposta rispetto alla crescita inclusiva che deve essere l’obiettivo del Paese. Piuttosto sarebbe utile potenziare il reddito di inclusione, mentre il reddito di cittadinanza proposto dal contratto è una misura assistenziale insostenibile. E con misure insostenibili si va a sbattere”. “L’aumento di deficit e debito in questo momento non è nell’interesse degli italiani – dice ancora Padoan – . Certo che dobbiamo sostenere la crescita, ma se ampliamo il deficit otteniamo soltanto un aumento del debito. È una questione di equilibri tra esigenze diverse, per questo parlo spesso di “sentiero stretto”. È importante la composizione del bilancio, non soltanto i saldi, e poi il legame tra politica di bilancio e riforme strutturali. In questa prospettiva a che servono le idee fumose di un ritorno all’Europa pre-Maastricht? In quattro anni al ministero il confronto con l’Unione europea è stato serrato, euro su euro, e ha ottenuto risultati importanti. Perché la gente non percepisce tutto questo?”. (25 MAG – red)
