Venezia, 25 mag – Si apre la Biennale di Venezia- Architettura, tra le più antiche, importanti e prestigiose rassegne internazionali d’arte e di architettura nel mondo. In questa edizione, da oggi al 26 novembre, la 16ma, per la prima volta ben sei Stati fanno il loro ingresso alla manifestazione tra cui il Guatemala, con il ministro della Cultura José Luis Chea Urruela, nello storico palazzo nobiliare Albrizzi-Capello. Il curatore Daniele Radini Tedeschi, già direttore di diverse edizioni della Biennale di Venezia Arte sempre per lo Stato latino americano, afferma come “l’indirizzo curatoriale che diversifica il Padiglione Guatemala rispetto alle altre manifestazioni della Biennale 2018 è l’affermazione di una edilizia atta a celebrare primariamente l‘ ideologia e non soltanto l’uomo. Dunque un’architettura di stampo sociale frutto di un amalgama tra razze diverse indifferente a un interesse economico globale”. Se quindi “Freespace” , mostra centrale di Yvonne Farrell e Shelley McNamara, nasce con il preciso obiettivo di attuare un’architettura dal volto umano, gli edifici in mostra nel Padiglione Guatemala sono stati concepiti dai progettisti come monumenti dedicati ad una grande utopia: tutti i progetti, i modellini, e i plastici sono rivolti all’edificazione di una immagine di popolo, di fratellanza, di vita sociale e modellati attraverso uno stile austero, talvolta futuristico, comunque monumentale (già dalle piccole dimensioni dei modellini si concepisce la grandiosità necessaria a questo tipo di architettura che si accosta agli Spomenik dell’ex Jugoslavia). Il Guatemala si presenta dunque come seconda via, ovvero quella dei “paesi non allineati” rispetto ad una deriva globalizzata, rispetto alle mode, agli stili di successo, al capitalismo. In un clima da Guerra Fredda che domina l’intero padiglione, un modo alternativo per pensare ad una architettura del futuro è fornito dall’opera del collettivo Ur Project (Caldara&Kluzer), intitolata “Architettura Virtuale. Real word” che riproduce su pannelli dibond un grande planisfero attraversato da fibre ottiche luminose raffiguranti le connessioni internet o intranet (compresi instagram, facebook, e social network) tra i diversi paesi del mondo. Ovviamente sono presenti le connessioni tra Guatemala e Gerusalemme; Washington e Corea del Nord, Cuba e Stati Uniti, solo per citarne alcune. Tra gli altri espositori del Padiglione: Regina Dávila, Adriana P.Meyer, Marco Manzo, Studio Doumus, Elsie Wunderlich e il collettivo di architetti Ur Project
(red)