Roma, 28 mag – Il consumo e la produzione globale di tè sono previsti in continua crescita nel corso del prossimo decennio, trainati dalla robusta domanda nei paesi emergenti ed in via di sviluppo. Ciò dovrebbe generare nuove opportunità di reddito agricolo nonché migliorare la sicurezza alimentare nei paesi produttori, secondo il nuovo rapporto lanciato oggi. Il consumo di tè è cresciuto molto rapidamente in Cina, in India e in altre economie emergenti, trainato da una combinazione di più alti redditi e sforzi per diversificare la produzione includendo anche prodotti speciali come le tisane, gli infusi di frutta, e tè aromatizzati di alta qualità. Il rapporto, finalizzato dal Gruppo Intergovernativo della Fao sul Tè (IGG) (basato su dati ottenuti dai paesi membri, integrati dai dati della FAOSTAT, dell’International Tea Committee (ITC) e da altre fonti), presentato al meeting biennale tenutosi ad Hangzhou in Cina, nota come il consumo di tè abbia beneficiato dell’aumento della consapevolezza sulle proprietà antiinfiammatorie, antiossidanti e dimagranti della bevanda. Si prevede che i benefici per salute e benessere rappresenteranno i principali fattori della crescita della domanda in futuro. La produzione mondiale di tè nero è prevista crescere del 2,2% annuo nel corso del prossimo decennio, fino a raggiungere 4,4 milioni di tonnellate nel 2027, come conseguenza della forte crescita della produzione in Cina, Kenya e Sri Lanka. In questo modo, la Cina dovrebbe arrivare a raggiungere i livelli produttivi del Kenya, il maggiore esportatore mondiale di tè nero. La produzione mondiale di tè verde è prevista crescere ad un tasso ancora maggiore pari al 7,5% annuo, fino a raggiungere 3,6 milioni di tonnellate nel 2027, trainata prevalentemente dalla Cina, dove la produzione di tè verde è prevista più che duplicarsi da 1,5 milioni di tonnellate nel 2015-2017 a 3,3 milioni di tonnellate nel 2027. (SEGUE)