Perugia 28 mag – “I giovani in movimento sono in crescita – ha proseguito – la generazione dei Millennials comprende molti ragazzi e ragazze che decidono, non solo di investire in formazione guardando all’estero, ma anche di cercare lavoro fuori dai confini nazionali. E’ una storia molto diversa da quella delle migrazioni del XX secolo, che vede persone in possesso di un capitale culturale molto elevato, veri e propri ‘talenti mobili’ che nel muoversi verso migliori e proficue opportunità, restano comunque legati alla loro italianità e non intendono perderla”. Paparelli ha quindi ricordato che “l’esperienza portata avanti nell’ambito del Progetto Brain Back ha dato la possibilità di cominciare ad entrare in contatto con una parte di questa nuova emigrazione. Al riguardo la Regione Umbria ha di recente riaperto il Bando Brain Back, rivolto agli emigrati di origine umbra e a coloro che hanno conseguito un titolo di laurea presso le nostre università e che intendano avviare nel nostro territorio un’attività d’impresa. In tal modo, si vuole trasformare l’unidirezionalità del fenomeno migratorio in circolarità. Alla nostra società – ha riferito – e alle nostre istituzioni spetta, pertanto, il compito di entrare in relazione con questa realtà e di supportarla, creando, ove possibile, opportunità per offrire, a chi decide di rientrare, un’adeguata valorizzazione del percorso compiuto, sapendo che sono portatori di un valore aggiunto per il nostro territorio”. “La Regione ha già avviato una riflessione su questi temi nell’ambito delle varie iniziative – ha reso noto – e abbiamo ritenuto opportuno dotarci di una nuova legge in materia di emigrazione, in grado di essere innovativa ed al passo con i tempi e con il profondo cambiamento avvenuto nelle comunità dei nostri corregionali all’estero, con un aumento costante, della componente di terza e quarta generazione. La legge, frutto di un lavoro condiviso con le nostre comunità all’estero, ha cercato di tradurre in termini normativi i cambiamenti che oggi contraddistinguono la mobilità dei nostri concittadini, dando molto più spazio ai giovani e partendo dal presupposto che le comunità degli italiani all’estero rappresentano una grande risorsa per il posizionamento dell’Umbria nei paesi di residenza dal punto di vista degli scambi economici, della promozione turistica, culturale, nonché dell’offerta formativa. Pertanto, le associazioni degli italiani all’estero non rappresentano più un luogo della nostalgia, ma un luogo di appartenenza per sostenere una cittadinanza a distanza, globale, consapevole delle sue radici culturali, linguistiche e sociali e capace di cogliere la complessità di un fenomeno in continua e costante trasformazione”. (SEGUE)