Roma, 30 mag – Fermento. C’è fermento in Transatlantico. A Montecitorio è tempo di
attese. Tutti vorrebbero sapere di più, avere le idee più chiare. Capire – in sostanza
– cosa sta accadendo nei palazzi dove regna – così pare – ancora l’incertezza: elezioni
a breve ? Governo politico? Tecnico?. Tutti in attesa e tutti un po’ confusi alla
Camera. Dalla signora del bar (“Signorina ma l’hanno già votata la fiducia?”) ai
giornalisti (che monitorano i social, rincorrono i politici, analizzano e criticano)
passando per loro: gli eletti. E proprio tra loro c’è chi non nasconde di essere
disorientato e un po’ amareggiato. Specie le new entry. “Non abbiamo grande esperienza,
è vero, ma non ci aspettavamo di vivere una situazione del genere” confessa un
giovanissimo onorevole che aggiunge: “Le cose cambiano da un momento all’altro, da
un’ora all’altra. Siamo perplessi e confusi. Anche noi non abbiamo le idee chiare”. “Da
quando è partita la legislatura ho provato tantissime emozioni: la gioia (specie nei
primi giorni!), la rabbia, la delusione – dice un altro neo deputato – sono state
sensazioni altalenanti e nello steso tempo forti. Ora non so più che pensare. Nascerà o
non nascerà il governo? Vorrei saperlo anche io. Ma lo spero perché vorrei iniziare a
lavorare. Perché arrivare qui è stato come realizzare un sogno e non vorrei che finisse
così: con un governo mai nato”. E in questo rincorrersi di tweet, di post, dirette
Facebook, in questa girandola di detto e non detto, di forni “aperti e chiusi”, chiusure
e spiragli c’è un intero Paese in attesa. Perché non succede ma se succede. . . (Gil)