Il professor Pierluigi Ciocca avrebbe declinato la proposta di ricoprire il ruolo di ministro dell’Economia del possibile governo politico M5S-Lega. A quanto si apprende Ciocca, che era stato individuato in particolare dai pentastellati come un potenziale profilo in grado di sostituire Paolo Savona nella lista dei ministri, sarebbe stato sondato anche dal Quirinale, dichiarandosi però indisponibile: l’ex vicepresidente della Banca d’Italia avrebbe infatti spiegato che un suo incarico governativo rischierebbe di mettere in discussione la terzietà della Banca Centrale. Ciocca avrebbe inoltre individuato divergenze sostanziali tra le proprie idee e l’impalcatura economica che regge il contratto di governo M5S-Lega. In un articolo a sua firma pubblicato proprio questa mattina dal titolo ‘Scacco al dopo-crisi in 7 mosse’, Ciocca nel punto dedicato all’Europa scrive tra l’altro che “il problema non è l’euro, l’euro è un’ottima moneta, ha assicurato la stabilità dei prezzi unito a bassi tassi dell’interesse. Il problema è nel governo dell’economia dell’Euroarea, nell’impostazione di fondo della sua politica economica, a cominciare da quella tedesca” dal momento che l’attivo nella posizione netta verso dell’estero da parte della Germania “conferisce alla Germania una leva creditrice in stridente contrasto con l’Unione tra pari che vogliamo”. Contemporaneamente però, Ciocca avverte che come prima cosa “il disavanzo di bilancio va azzerato, e quindi il debito pubblico bloccato. L’equilibro – che la Costituzione vuole – non è lontano”. Ciocca individua poi, tra le altre mosse “dev’essere avviata a correzione una distribuzione altamente sperequata dei redditi, dei patrimoni e soprattutto delle opportunità individuale”. Ma tornando all’Europa, “nell’Eurozona all’attuale rigore alla Hayek occorre sostituire il rigore alla Keynes: equilibrio di bilancio sì, ma uniti a investimenti pubblici utili”.
(Sis)