“La Trojka non voleva politiche per la Grecia e per l’Europa. Voleva spezzare la primavera greca e umiliare Tsipras per dare un segnale agli irlandesi, ai portoghesi, agli spagnoli, agli italiani, financo ai francesi: ecco cosa vi succede se non obbedite a Berlino e a Francoforte”. Così Yanis Varoufakis, ex ministro delle finanze greco, in una intervista al Corriere della Sera nella quale annuncia che il suo movimento, “Democrazia in Europa”, Diem25, in Italia coordinato da Lorenzo Marsili, parteciperà alle elezioni anticipate in Italia: “Lo annunceremo il 13 giugno a Milano”. Un movimentro, precisa, che ha lo scopo di “trasformare le Europee del maggio 2019 in una campagna transnazionale sia contro il tirare a campare dell’establishment, sia contro le false promesse dei nazionalisti. Per questo il nostro movimento Democrazia in Europa, DiEM25, con altre forze di ogni Paese, presenterà una lista progressista internazionale, #European Spring”. Alla domanda se l’Italia del 2018 rischia di diventare la Grecia del 2015 risponde: “No! L’Italia è troppo grande per poterla minacciare con l’espulsione dall’euro. Se questa minaccia venisse da Berlino, Francoforte o Bruxelles porterebbe al collasso dell’euro. Potrebbero provare gli stessi maneggi del 2015, ad esempio provocando una crisi di liquidità, per mettere pressione su Roma, ma non funzionerebbe neanche questo; poiché una crisi finanziaria è quel che Salvini vuole veramente”. E del governo giallo-verde dice: “Mi dispiace che Mattarella avesse accettato come ministro degli Interni un misantropo come Salvini. Mi dispiace che Renzi abbia rinunciato a ottenere da Berlino una politica che rendesse i nostri Paesi compatibili con l’eurozona, lasciando così il campo a Salvini e a Di Maio. E mi dispiace che l’unica preoccupazione di Mattarella fosse bloccare un ministro dell’Economia che aveva espresso ragionevoli preoccupazioni sull’architettura dell’euro”, “anche la Bce ha un piano che prevede l’uscita dell’Italia dall’euro, si chiama Plan Z. Anche la Germania ce l’ha. Anche Padoan. E’ normale avere un piano per la gestione delle crisi. Anche i ministri della Difesa hanno un piano in caso di invasione nemica; questo non significa che auspichino l’invasione. Quand’ero ministro, ho sentito Macron dire le stesse cose di Savona. Che l’euro è insostenibile senza riforme”. La “Bild” per spiegare chi è Savona ha scritto che è il nuovo Varoufakis…. “Esagera. Io chiedevo condizioni – compresa la ristrutturazione del debito – per tenere la Grecia nell’euro. Savona è stato indicato da un partito, la Lega, il cui sogno non troppo segreto è uscire dall’euro”. E replica a Draghi secondo cui l’euro è irreversibile: “Di irreversibile c’è solo la morte. Dovrei avercela con Draghi, visto che soffocò il mio governo. Ma riconosco che a Francoforte ha avuto successo. Dopo la catastrofe Trichet, Mario Draghi è stato il primo vero governatore della Banca centrale europea”. Critico il giudizio sui 5 Stelle: “Non sono di sinistra, ma nascono dal fallimento della sinistra. Mescolano idee che gioverebbero alla gente comune con inaccettabili visioni xenofobe”. (31 mag – red)