Milano, 5 giu – Un impegno, quello di Barilla, dal campo alla tavola. Lo scorso anno l’azienda italiana ha acquistato (in media) – nei vari Paesi con sedi di produzione – più di 1.000.000 tonnellate di grano duro (90% del totale) direttamente nel luogo dove viene prodotta la pasta. In Italia, Barilla ha inoltre stipulato contratti di coltivazione per il 57% dei volumi acquistati (430.000 tonnellate) coinvolgendo oltre 5.000 aziende agricole. Mentre il progetto grano duro sostenibile – che prevede principalmente l’utilizzo del sistema di supporto alle decisioni granoduro.net e del decalogo Barilla – è cresciuto del 26%, con volumi che sono passati da 190.000 tonnellate a 240.000 tonnellate nel 2017. Vale la pena ricordare anche l’attenzione di Barilla al benessere animale: nella filiera della pasta per la produzione di “Le Emiliane” e “La Collezione”, il Gruppo di Parma utilizza il 100% di uova fresche di categoria A da galline allevate a terra. La piattaforma Guardatustesso.it, nata per la filiera sughi, è stata rinnovata nel 2017 ed arricchita di nuovi contenuti dedicati alla pasta: https://www.barilla.com/it-it/guarda-tu-stesso. Chiunque può entrare virtualmente in uno stabilimento o in un campo di grano Barilla per capire di più sulle materie prime e sui processi produttivi.
Così come Barilla ha già da tempo avviato i contratti di coltivazione triennali con gli agricoltori italiani per la filiera del grano duro, Il Gruppo ha instaurato rapporti molto stretti anche con il settore agricolo francese: il marchio Harrys, infatti, leader in Francia per la produzione e vendita dei pani morbidi, utilizza solo grano prodotto interamente in Francia. Attualmente è il terzo maggiore acquirente di grano tenero francese con circa 145.000 tonnellate all’anno. La filiera sarà sviluppata progressivamente fino al 2021, quando il grano selezionato sarà prodotto interamente secondo un disciplinare etico. Al progetto hanno già aderito 200 agricoltori.
Nei pastifici del Gruppo, per ogni tonnellata prodotta dal 2010 ad oggi, Barilla ha ridotto i consumi idrici del 31% e le emissioni di gas serra del 24%. Allo stesso tempo Il nuovo raccordo ferroviario inaugurato a Parma nel 2015 – il treno del grano – ha permesso di ridurre in media circa 1.100 tonnellate di gas serra ogni anno e 3.300 camion sulle strade europee. Senza dimenticare che nel 2017 una nuova flotta di veicoli a metano liquido è stata inaugurata per il trasporto su strada.
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