Roma, 11 giu – L’altro fronte è quello dei tempi di smaltimento delle richieste, che “ad oggi arrivano a tre anni” spiega il ministro dell’Interno, aggiungendo: “Lavoriamo sui costi e sui tempi a garanzia dei rifugiati veri: questo enorme spreco di tempo e di denaro ha come prime vittime i rifugiati veri”. Salvini afferma inoltre che la linea seguita per la nave Aquarius sarà confermata anche in altri casi: “Per me poco cambia che la nave si chiami Aquarius e batta bandiera di Gibilterra o si chiami Sea Watch 3 e batta bandiera olandese, voglio porre fine a questo traffico di esseri umani che mette a rischio migliaia di vite, quindi come abbiamo sollevato il problema per l’Aquarius lo solleveremo per altre navi che seguiranno”. “Stiamo lavorando sul fronte libico, perché il problema va risolto a monte e non a valle e non escludo una mia prossima presenza in terra di Libia” annuncia il ministro dell’Interno, secondo cui “il fatto che Malta se ne freghi è inaccettabile, Malta è un Paese membro dell’Unione Europea, ha dei porti sicuri e non è possibile che il governo maltese faccia finta di niente anche quando le navi passano a poche miglia dai porti maltesi”. A chi parla di “schiaffo” all’Italia in seguito alla decisione spagnola, Salvini risponde: “Vorrei averne decine di schiaffi così. Anzi, se il governo francese, inglese, greco, cipriota o finlandese volessero aiutarci, sono pronto a farmi prendere a schiaffi dalla mattina alla sera”. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, invece, ha convocato per questa sera un vertice con i ministri competenti per affrontare il tema dell’emergenza immigrazione e parla sui social di “svolta importante: da oggi l’Italia non è più sola. Ora continuiamo a lavorare per cambiare davvero il Regolamento di Dublino”. Sulla stessa linea il vicepremier Luigi Di Maio, che sempre su Facebook si augura che “anche gli altri leader europei seguano l’esempio di Sanchez. Questa è la dimostrazione che se si vuole si può fare. Ora speriamo che questo non rimanga un gesto isolato ma che dia il via ad un approccio strutturale. Che deve passare prima di tutto per la modifica del Regolamento di Dublino”. Il ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli, sottolinea infine che la decisione spagnola è il segno che “un nuovo vento di solidarietà e condivisione che spira in Europa su questa emergenza. Ci siamo insediati da pochi giorni e già la musica sta cambiando”. (Roc)