“Io i porti non li ho chiusi neanche quando in 36 ore arrivarono in Italia 26 navi. Non barconi, navi. Ventisei. Sbarcarono 13.500 migranti. Anche in quel caso, dimostrammo che umanità e sicurezza si possono conciliare”. Così, in un colloquio con Repubblica, l’ex ministro dell’Interno Marco Minniti commenta la decisone di Salvini di negare l’attracco alla nave Aquarius della ong franco-tedesca Sos Mediterranée, con a bordo 629 migranti, aprendo un braccio di ferro con Malta. “Quello di Salvini è un azzardo politico – sostiene Minniti -. E aggiungo: è un azzardo politico e umanitario, fatto sulla pelle di 629 migranti”, “il ministro dell’Interno dichiara di voler chiudere i porti italiani, Malta risponde che la competenza non è sua. Dunque, dove andrà la nave? Che faremo? A bordo hanno persone che necessitano di cure e di ristoro, non possono rimanere a galleggiare nel Mar Mediterraneo in attesa che i due governi si decidano. Oltretutto non posso non notare che l’annuncio di Salvini è stato diffuso mentre era in corso il voto delle elezioni amministrative. Mi auguro che questa mossa non sia stata studiata a tavolino per scopi elettorali”, “non fai un braccio di ferro con un altro stato dell’Unione per una nave sola, in un momento in cui non c’è emergenza. Si perde di credibilità. Cosi l’Italia, per l’eterogenesi dei fini, rischia di rimanere isolata in Europa”, “se qualcuno pensa di cancellare tutto il castello fin qui costruito con una scorciatoia, quale è l’annuncio della chiusura dei porti, si sbaglia. È una risposta pigra, che ci metterà solo in difficoltà”. (11 giu – red)