Roma, 13 giu – Complessivamente, rileva l’Istat nel Bilancio Demografico, il fenomeno migratorio continua a manifestare una continuità, con flussi migratori interni diretti verso il Centro e il Nord, mentre gli effetti della redistribuzione dei richiedenti asilo sul territorio nazionale portano ad un aumento degli stranieri residenti in convivenza in quasi tutte le regioni.
Gli stranieri residenti nelle convivenze anagrafiche (oltre 133 mila) aumentano di quasi 43 mila unità rispetto all’anno precedente. La loro presenza in valori assoluti risulta più marcata nelle regioni del Nord-ovest dove risiede complessivamente un quarto degli stranieri residenti in convivenza (con una crescita di quasi 13 mila unità). Considerando tali dati in rapporto al numero di stranieri residenti sul territorio, tuttavia, l’incidenza percentuale di quanti vivono in convivenze anagrafiche è più elevata nelle Isole (5,8%) e nelle regioni del Sud (4,5%), rispetto a quanto registrato nelle regioni del Nord (1,9% registrato). Sebbene a partire dal mese di luglio 2017 sia iniziata la contrazione del numero degli sbarchi lungo la rotta del Mediterraneo centrale, il Mezzogiorno si conferma terra di frontiera e di transito per tali migrazioni. Nonostante gli arrivi di migranti, il tasso migratorio (interno più estero) permane negativo sia per il Sud (-1,2 per mille) sia per le Isole ( -2,3 per mille).
Sulla base di tale indicatore, l’Emilia Romagna risulta la regione più attrattiva (+4,9 per mille) seguita dalla provincia autonoma di Bolzano (+4,8 per mille), dalla Lombardia (+3,7 per mille), dalla Toscana e dalla provincia autonoma di Trento (entrambe +3,5 per mille). (red)