Roma, 13 giu – Il responsabile del Viminale – il quale annuncia l’intenzione di essere in Libia entro giugno per “garantire eguaglianza di diritti e di doveri su entrambe le sponde del Mediterraneo” – sottolinea poi come l’Italia sia tutt’altro che isolata in Europa: “Penso che non siamo mai stati così centrali e così ascoltati come in queste ore. Ho parlato con il collega tedesco, con il quale abbiamo condiviso che occorre tornare a ragionare di protezione delle frontiere esterne italiane come frontiere europee e non solo italiane. Non possiamo essere gli unici a fare quello che meritoriamente facciamo nel Mediterraneo, sopportandone costi economici e costi sociali. Se l’Europa c’è, batta un colpo adesso o taccia per sempre. C’è un’attenzione che non c’è mai stata; sta a noi adesso giocarci le carte in maniera propositiva, non solo negativa”. “Il regolamento di Dublino – continua il ministro dell’Interno – oggi evidentemente va superato. Hanno provato a imporci una norma che avrebbe ulteriormente aggravato la situazione in Italia, con una permanenza fino a dieci anni di ulteriori migranti, senza alcuna possibilità di essere accolti in altri Paesi. Abbiamo concordato un no costruttivo e penso che con il collega tedesco e con il collega austriaco – visto che dal 1° luglio la competenza e la presidenza europea sarà dei colleghi austriaci – proporremo noi una nostra iniziativa, sul fronte interno e sul fronte esterno”. Infine, in chiusura di intervento, una replica alle critiche espresse dal mondo cattolico: “‘Ama il prossimo tuo come te stesso’. Giusto. Il mio prossimo, quindi, sono donne e bambini che fuggono della guerra e che sono le prime vittime della confusione che stiamo vivendo. Quei pochi ragazzi, donne e bambini che scappano dalla guerra devono avere in casa nostra casa loro e non possono essere mischiati ad una immigrazione clandestina che porta semplicemente allo scontro sociale. Però ‘ama il prossimo tuo come te stesso’ significa anche amare i milioni di italiani che in silenzio hanno perso casa, lavoro e speranza”. (Roc)