Roma, 15 giu – LHC (Large Hadron Collider) è il più potente acceleratore mai realizzato, ed è entrato in attività nel 2010. Si tratta di un anello sotterraneo lungo 27 km, una sorta di pista magnetica superconduttiva, al cui interno fasci di particelle, protoni o ioni, vengono accelerati quasi alla velocità della luce e fatti scontrare in quattro precisi punti di collisione, dove sono collocati i rivelatori, i giganti ATLAS, CMS, ALICE e LHCb, e i più piccoli Totem e LHCf, che osservano e studiano i prodotti di queste collisioni. Mentre LHC è in grado di produrre fino a 1 miliardo di collisioni protone-protone al secondo, HiLumi LHC aumenterà ulteriormente questo numero, che tecnicamente viene definito luminosità, da 5 a 7 volte. Ciò significa che i fisici con i loro esperimenti saranno in grado di investigare fenomeni rari e raccogliere misure più accurate. Se LHC ha permesso di scoprire il bosone di Higgs nel 2012 e dimostrare così come le particelle elementari acquisiscano la loro massa, ora, il progetto HiLumi LHC contribuirà a chiarire le proprietà del bosone di Higgs in modo più accurato e descrivere così con maggiori dettagli come viene prodotto, decade e interagisce con le altre particelle. Inoltre, saranno messi alla prova scenari oltre al Modello Standard (vale a dire teorie che superano la nostra attuale descrizione della natura, delle particelle e delle forze che ne regolano le interazioni), tra cui, per esempio, la supersimmetria (SUSY), le teorie con extradimensioni, la struttura dei quark e molto altro ancora.
“LHC ha ormai superato le prestazioni di disegno, sfidando gli apparati sperimentali a mettere a punto nuove tattiche e ad anticipare la sfida tecnologica di lavorare ad alta luminosità”, spiega Nadia Pastrone, ricercatrice dell’INFN che lavora in CMS e presidente della Commissione Nazionale per la fisica delle alte energie dell’INFN. “ATLAS e CMS, gli esperimenti che hanno scoperto nel 2012 il bosone di Higgs, hanno cominciato già da tempo a pianificare le nuove strategie per adattare gli apparati sperimentali alle sfide di HiLumi LHC, che richiederà la costruzione di nuovi rivelatori, sempre più integrati con il processo di selezione degli eventi, e una nuova concezione del calcolo che permetta di raggiungere i migliori risultati sperimentali”, conclude Pastrone. (BIG ITALY / SEGUE)