Firenze, 15 giu – Si è parlato di cooperazione sanitaria, accoglienza e gestione dei flussi migratori oggi a Santa Apollonia a Firenze. Un’occasione per fare il punto su dieci anni di politiche attuate in Toscana. Ad organizzare l’appuntamento il Centro di salute globale, ovvero la struttura di cui la Regione si è dotata per coordinare tutte le iniziative di cooperazione sanitaria internazionale e la tutela della salute dei migranti, attraverso una rete di accoglienza che garantisce sicurezza a chi arriva e a chi vive in Toscana. “Bisognerebbe amare le porte e non chiuderle” annota in coda al proprio intervento, citando Abbe Pierre, Maria Josè Caldes Pinilla, direttrice del centro di salute globale toscano. Ma se la Toscana accoglie, garantisce il diritto alla salute a chiunque arriva e ne è orgogliosa, aiuta pure i Paesi da dove si parte a costruire un proprio modello di sviluppo e sistemi sanitari adeguati. “Facciamo l’uno e l’altro – sottolinea più volte l’assessore alla salute della Toscana, Stefania Saccardi – e lo facciamo da anni, senza togliere niente a nessuno, perché la Toscana rimane la prima regione in Italia quanto a prestazioni sui livelli essenziali di assistenza”. Con soli 58 centesimi di euro per abitante, la Regione Toscana sostiene ogni anno venti progetti di cooperazione sanitaria internazionale, fornendo supporto, formazione e assistenza tecnica a più di 110 ospedali e centri sociosanitari in Italia e all’estero. Ma se allarghiamo lo sguardo agli ultimi dieci anni, più di trecento diventano i progetti finanziati e 203 gli ospedali e centri di salute coinvolti. (BIG ITALY / SEGUE)