Roma, 25 giu – “Chi ha descritto l’Italia meglio di Goethe? E ci sarebbe stato il Codice napoleonico senza il diritto romano? E sa che a difendere dai turchi i confini dell’attuale Ungheria fu, a fine’600, il principe Eugenio di Savoia?”. Come spiega in un’intervista al Sole 24 Ore Focus il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, il 2018 è l’anno europeo della Cultura. Esiste un cultura europea o una cultura per ogni Stato europeo? “Nell’antica biblioteca di Perugia – spiega Tajani – si ritrovano ancora oggi gli elenchi degli studenti che la frequentavano nel 1400: venivano da Francia, Germania, Austria, Gran Bretagna, Olanda. Un programma Erasmus ante litteram. La cultura si declina su una molteplicità di piani. E l’Europa, sia come continente, che come insieme di Stati, è forse il luogo in cui la cultura si esprime nelle sue forme più diverse. Dalla diversità ambientale, al patrimonio storico-architettonico, dalla ricchezza linguistica, letteraria, dialettale e delle tradizioni rurali a quella enogastronomica. Qui hanno lasciato testimonianze le tre culture religiose monoteiste. L’Europa ha una forte identità, che è proprio frutto di questo scambio storico e di questi flussi interni che ne sono sempre stati la linfa vitale. Per questo non vi deve rinunciare. Perché per favorire il dialogo e l’integrazione dei flussi migratori serve capacità di accoglienza ma anche una forte consapevolezza della propria identità”. (BIG ITALY / Red)