Roma, 27 giu – Per Conte l’Italia arriva al Consiglio europeo con un ruolo ben preciso e “con il suo apporto specie in tema di immigrazione, può contribuire a rendere questo appuntamento uno spartiacque, un punto di svolta” per disegnare una nuova Europa, “l’Europa che vogliamo”. “Le coste italiane sono coste europee, – sottolinea inoltre Conte in aula – il criterio del Paese di primo arrivo va rivisto”. Il presidente del Consiglio ha parlato anche di povertà, facendo riferimento ai dati diffusi dall’ Istat: “Non può essere ignorato chi vive in povertà assoluta. Ci sono 5 milioni di persone che non possono più attendere”. “Il problema della povertà – ha continuato il premier – si intreccia poi con quello del divario territoriale. Per questo noi pretenderemo che l’Unione europea dia risposte attraverso un più ampio e organico utilizzo dei fondi strutturali dedicati a questi temi. Nel nostro programma di governo, abbiamo messo nero su bianco l’impegno per il lavoro e per il reddito di cittadinanza per migliorare l’inclusione sociale e le opportunità di impiego, specialmente per i giovani. Ma non solo”. E sono proprio i temi come lavoro, crescita, competitività e inclusione sociale che vanno “affrontati – secondo Conte – con maggiore incisività dall’Unione”. (Gil)