Roma, 29 giu – “Gli stati membri dell’UE stanno abdicando alla loro responsabilità di salvare vite e deliberatamente stanno condannando le persone a essere intrappolate in Libia o a morire in mare” dichiara Karline Kleijer, responsabile per le emergenze di MSF. “Lo fanno essendo pienamente consapevoli delle violenze e degli abusi estremi che migranti e rifugiati soffrono in Libia. MSF esorta i governi europei a mostrare un po’ di decenza e ricorda che stiamo parlando di vite umane e sofferenze umane. Possono iniziare impegnandosi nelle operazioni di ricerca e soccorso in mare e facilitare lo sbarco rapido nei porti sicuri più vicini, che non sono in Libia”. Le persone intrappolate nei centri di detenzione libici sono in gran parte prive di assistenza, dal momento che l’accesso alle organizzazioni umanitarie internazionali, inclusa MSF nonché l’ONU, è notevolmente limitato. Questo, sottolinea MSF, riduce la possibilità di monitorare la situazione e di poter fornire protezione. Nel corso dell’ultimo mese, MSF è stata tuttavia in grado di accedere a quattro centri di detenzione e ha condotto oltre 3.000 visite mediche. Le équipe mediche hanno riscontrato che i principali problemi di salute sono legati alle cattive condizioni di vita, incluso il sovraffollamento e la mancanza di acqua o servizi igienici sufficienti. (UE /SEGUE)