Roma, 6 lug – Per quanto concerne il dato relativo agli stranieri coinvolti nel traffico e nello spaccio di sostanze stupefacenti, in linea con le rilevazioni degli anni precedenti, il loro numero, circa 14.000 unità, di cui oltre 10.122 in stato di arresto (+9,21% rispetto all’anno precedente), continua a rappresentare il 40% di tutti i denunciati per questo tipo di reato. Si tratta, in prevalenza, di manovalanza extracomunitaria – per gran parte di provenienza marocchina, albanese, nigeriana, tunisina, gambiana e senegalese – addetta alla diffusione capillare dello stupefacente nelle piazze di spaccio nazionali.
Con riferimento al medesimo reato nella sua dimensione associativa, il dato relativo al 2017 sembra evidenziare qualche elemento di novità. Accanto alla ‘Ndrangheta calabrese, che – grazie alla propria ramificata rete di contatti internazionali – continua a ricoprire un ruolo di assoluta ed indiscussa centralità nel traffico della cocaina che attinge il nostro Paese, prendono la ribalta alcune agguerrite compagini straniere composte da marocchini, nigeriani e albanesi. Le ultime, in particolare, a riprova di un salto di qualità nella propria capacità operativa, contendono alle altre formazioni criminali il controllo dei segmenti delle direttrici di traffico che interessano il nostro Paese e la gestione della rete di spaccio sul territorio nazionale delle principali sostanze d’abuso.
Crescono, invertendo un trend decennale che sembrava ormai consolidato, le morti per overdose che, nel 2017, complice verosimilmente l’accennata impennata nei consumi di eroina, tornano a segnare un sensibile aumento (+9,7%) rispetto all’anno precedente. Una delle cause principali di tali eventi letali potrebbe ravvisarsi nella circolazione sul mercato di consumo di eroina mescolata con altre sostanze di derivazione sintetica, mimetiche degli effetti dell’oppio, come il famigerato fentanil e i suoi analoghi di struttura. (SEGUE)