Roma, 6 lug – Il 2017 si caratterizza, altresì, per la comparsa di un altro fenomeno di consumo che – secondo le valutazioni del Consiglio Superiore di Sanità – appare potenzialmente pericoloso per la salute degli assuntori. Si tratta della commercializzazione e dell’utilizzo delle miscele vegetali composte dalle infiorescenze essiccate della canapa sativa, a basso tenore di THC, provenienti da colture ottenute da sementi di varietà utilizzate per la produzione di canapa industriale. In attesa di conoscere il pronunciamento e le iniziative delle Autorità Sanitarie competenti, le Forze di Polizia e l’Autorità Giudiziaria, a partire dallo scorso anno, hanno avviato controlli e campionature per contenere il rischio di una diffusione incontrollata di tali prodotti, indebitamente destinati all’uso umano attraverso il fumo, e per verificare se tanto il consumo quanto la cessione a terzi possano trovare regolamentazione nella disciplina prevista dal Testo Unico in materia di sostanze stupefacenti.
Lo sviluppo dei rapporti internazionali è stato segnato dall’intervento dei referenti della Direzione Centrale in alcuni eventi di straordinario spessore nella pianificazione degli indirizzi strategici per il contenimento del narcotraffico e degli altri fenomeni connessi al consumo delle sostanze stupefacenti, come la Commission on Narcotic Drugs (CND) delle Nazioni Unite, tenutasi a Vienna, e la XXXIV Sessione dell’International Drug Enforcement Conference (I.D.E.C.), consesso annuale organizzato dalla D.E.A. (Drug Enforcement Agency) statunitense, che riunisce i Capi delle Agenzie antidroga mondiali e i funzionari di alto livello incaricati di individuare le strategie per il controllo degli stupefacenti.
Nel primo ambito, la Comunità internazionale ha avviato una riflessione sulle misure da intraprendere per dare completa attuazione alle indicazioni programmatiche emerse nel corso della Sessione Speciale dell’Assemblea Generale dell’ONU sul problema della droga (UNGASS), svoltasi a New York nell’anno precedente e, in particolare: il rispetto dei diritti umani in ogni ambito della lotta agli stupefacenti; il contrasto delle Nuove Sostanze Psicoattive sui mercati di consumo mondiali, particolarmente pericolose per la salute degli assuntori. Nell’occasione, dodici di queste sono state poste sotto controllo internazionale attraverso l’inserimento nelle Tabelle allegate alle Convenzioni delle Nazioni Unite sugli stupefacenti.
Nel secondo, voltosi nella Repubblica Domenicana, l’Italia ha evidenziato la necessità di promuovere, in base all’esperienza finora maturata nell’ambito dell’Unione Europea, il ricorso a squadre investigative comuni per aumentare l’attuale livello di cooperazione operativa. (red)