Roma, 10 lug – L’uscita dall’Euro non è in programma, eppure bisogna essere pronti a tutto. Lo dice il ministro per gli Affari europei, Paolo Savona, in audizione alle commissioni congiunte di Camera e Senato: “Noi abbiamo bisogno di crescere del 4%, non dell’1%, se vogliamo riattivare la crescita e i posti di lavoro, quindi servono politiche più aggressive – spiega – Io sono un tecnico, non prenderò mai posizioni alternative, ma sappiate che se l’Europa non accetta potremmo ritrovarci nella situazione di non essere noi a decidere”. Insomma, il famigerato piano B di cui tanto si è parlato “non era altro che l’essere pronti a ogni eventualità”. Savona – per inciso – spiega il perché prima di incontrare il Parlamento non ha preso iniziative: “Dato che ero stato delegittimato dai media, ho cercato la legittimazione democratica, ed è per questo che finora non mi sono mosso. Ma dopo questa audizione andrò da Draghi”.
(SEGUE)