Roma, 11 lug – “Mi aspetto di essere capace a spiegare e di essere capita… Proviamo a dire quello che pensiamo, vedrà che riusciremo a essere contagiosi”. Così il ministro della Difesa Elisabetta Trenta, in una intervista ad Avvenire. E aggiunge: “mi hanno chiamata ministro bombarola… Facebook qualche volta ti mette davanti immagini tristi, ma io non rinuncio a rispondere alle critiche… No, non sono un ministro bombarola. Credo nella pace, ho marciato sotto la bandiera della pace. La vita fa capire cose e modifica pensieri. Non condividevo nulla della missione in Iraq. Poi, tra il 2005 e il 2006, ho passato laggiù nove mesi e ho compreso il vero ruolo dell’Italia e la nostra incredibile capacità di portare pace, di impegnarci per garantire stabilità. In Iraq ci hanno capito, in Italia no. Lì ci chiedevano di aprire un consolato, qui qualcuno strillava ‘dieci-cento mille Nassiriya’. Non capivano e la colpa era anche di chi non sapeva spiegare”. (PO / red)
