Roma, 13 lug – Nonostante vengano continuamente introdotti nella pratica clinica nuovi farmaci antiepilettici (AED), la terapia farmacologica risulta ancora inefficace per un gran numero di soggetti (epilessia farmacoresistente), con percentuali che vanno dal 6 al 69%. Recenti studi hanno inoltre dimostrato che l’epilessia, in particolare quella farmacoresistente, si manifesta con una frequenza più elevata nei soggetti con disabilità intellettiva. “Lo studio che stiamo portando avanti nel Centro di ricerca InVita ha l’obiettivo di individuare eventuali fattori predittivi sull’efficacia terapeutica dell’ascolto musicale in pazienti affetti da epilessia farmacoresistente e disabilità intellettiva di grado grave/profondo. Attraverso l’analisi dell’elettroencefalogramma (EEG) che è stata condotta confrontando lo spettro medio in frequenza prima, durante e dopo l’ascolto della musica di Mozart, abbiamo cercato di capire se fosse possibile prevedere chi, dei pazienti presi in esame come campione di riferimento, rispondesse meglio, peggio o non rispondesse affatto alla terapia. Sebbene nessuno dei soggetti esaminati abbia mostrato un peggioramento della condizione clinica, un’efficacia significativa (riduzione superiore al 50%) si è verificata soltanto nella metà del campione. L’altra metà, composta dai soggetti non responders, come condizione di base appare caratterizzata, dal punto di vista clinico, dalla maggiore gravità e più alta frequenza delle crisi epilettiche”, prosegue il DS Elisei. Lo studio è stato realizzato dal team di specialisti del Centro di ricerca InVita del Serafico, composto da: Chiara Bedetti, Patrizia D’Alessandro, Massimo Piccirilli, Moreno Marchiafava, Antonella Baglioni, Domenico Frondizi e coordinato dal Direttore Sanitario Sandro Elisei. (BIG ITALY / Red)