Roma, 16 lug – Finora le missioni della Nasa che hanno visitato il sistema gioviano (Voyager 1 e 2, Galileo, Cassini e New Horizons), insieme alle osservazioni a terra, hanno localizzato oltre 150 vulcani attivi su Io, ma gli scienziati stimano che altri 250 sono in attesa di essere scoperti. “Io ha più di 400 vulcani attivi ed è l’oggetto geologicamente più attivo del Sistema solare. Il motivo di questa attività è legato alla sua vicinanza con il gigante gassoso e con le sue compagne Europa e Ganimede. Essi inducono una fortissima attività mareale che, da un lato blocca l’orbita di Io (che è infatti in risonanza con quella degli altri satelliti Europa e Ganimede), dall’altro dissipa energia sotto forma di attività geologica. Questa sfocia nella formazione di vulcani e patere, che rilasciano zolfo e biossido di zolfo nell’atmosfera e le cui emissioni si elevano fino a 500 chilometri di altezza”, ha aggiunto.
Il vulcano confermato con Jiram si trova a 300 chilometri dall’hot spot più vicino mappato precedentemente. Mura ha specificato: “Non si possono escludere movimenti o modifiche di un hot spot scoperto in precedenza, anche se, data la distanza, questo non appare molto plausibile. Anche altri hot spot presenti nell’immagine di Jiram, seppure forse già identificati in precedenza, mostrano dei significativi mutamenti. I dati mostrano la complessità e dinamicità della superficie di Io. Il team di Jiram è attualmente impegnato nello studio di questi nuovi dati, che verranno sottomessi a breve per una pubblicazione su rivista scientifica”.
La sonda Juno è stata lanciata ad agosto 2011 dalla base di Cape Canveral ed è in orbita attorno a Giove dal luglio del 2016. Da allora ha percorso 235 milioni di chilometri. Di recente la missione è stata estesa fino al 2022, con il termine delle operazioni scientifiche a luglio 2021. (BIG ITALY / Red)