Roma, 17 lug – “Per il reddito di cittadinanza come per la riforma fiscale il problema è la rimodulazione e il cambiamento della composizione del sistema delle entrate e delle uscite. Quanto costa il reddito di cittadinanza – sostiene il ministro – è una domanda malposta. Perché il costo di un provvedimento non è solo addizionale ma in gran parte sostitutivo, si tratta di sostituire strumenti di welfare con un altro strumento”. In merito alla flat tax, Tria spiega invece come il Mef abbia avviato una task force per “analizzare i profili di gettito in vista della definizione dello strumento, in un quadro coerente di politica fiscale e in armonia con i principi costituzionali di progressività che l’attuale sistema Irpef fa fatica a garantire”. In generale, sul fisco, il ministro dell’Economia sottolinea la necessità del passaggio da “uno stato di paura dell’amministrazione finanziaria a uno stato di fiducia”, invocando la “buona fede e la reciproca collaborazione tra le parti” e aggiungendo: “Parlare di pace fiscale non significa parlare di condoni ma di un fisco amico con l’obiettivo dell’estinzione del debito del contribuente”. (Roc)